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Città di Castello, Bacchetta nomina Secondi vice e prende a cannonate il Pd sull’assessore

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Città di Castello, Bacchetta nomina Secondi vice e prende a cannonate il Pd sull’assessore

Redazione politica
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Luca Secondi (a sinistra) e Luciano Bacchetta
Luca Secondi (a sinistra) e Luciano Bacchetta

CITTA’ DI CASTELLO – Anche il mite sindaco Luciano Bacchetta ha una soglia di sopportazione che ogni tanto vacilla. E allora, dopo settimane di tira e molla, decide di aprire dare fuoco alle polveri e prendere a cannonate il Pd cittadino che secondo lui ha una linea politica “ingolare, contradditoria e autolesionista”. Il motivo della sberla? Il sindaco, dopo l’elezione di Michele Bettarelli in consiglio regionale, non ne vuole sapere di portare in Giunta il prediletto indicato dai democrat, ovvero Vincenzo Tofanelli.

Secondi  Il sindaco e presidente della Provincia di Perugia invece compie una scelta politicamente e senza colpo ferire nomina come suo vice definisce il già assessore Luca Secondi. Insomma, uno di consenso e che in questi anni ha lavorato al suo fianco. La motivazione è una ulteriore sberla ai vertici Pd: “La scelta ovviamente – spiega Bacchetta – è quella che ci siamo sempre dati: le indicazioni elettorali dei cittadini. Questa amministrazione comunale per quanti riguarda la scelta dei componenti la giunta prosegue nel solco delle indicazioni di voto che ci sono state date nel 2016 perché riteniamo che i voti dei cittadini vengano prima di ogni altra cosa e sia l’elemento dal quale partire per essere realmente rappresentativi”. Come a dire: delle vostre beghe interne, francamente faccio a meno.

Affondo Poi sulla nomina del sostituto di Bettarelli assesta un altro colpo che dovrebbe far fischiate le orecchie al deputato tifrernate e commissario regionale Walter Verini: “Non abbiamo ancora provveduto alla scelta – spiega il sindaco -, perché l’indicazione che è stata data da quel partito riguarda l’attuale presidente del consiglio comunale. Come è noto abbiamo dovuto affrontare lunghe sedute consiliari sul Piano regolatore generale che consigliavano la non sostituzione del presidente in questa fase vista appunto la delicatezza e importanza dei consigli comunali programmati”.

Scaricare A chiudere la tira d’orecchi al segretario cittadino dei democrat Mauro Mariangeli: “Ci appare quindi estremamente singolare, contradditoria ed autolesionista la presa di posizione dell’attuale segretario comunale del Partito democratico. Costui, o non è a conoscenza del contesto complessivo nel quale ci muoviamo oppure tenta di scaricare su altri le responsabilità che sono interamente del suo partito. Non è nostra intenzione polemizzare ulteriormente. Ci limitiamo a sottolineare che Città di Castello è l’unica città dell’Umbria sopra a 30 mila abitanti nella quale il Pd non è all’opposizione. Evidentemente – conclude Bacchetta – il segretario del Pd tifernate vuole omologarsi alle altre città”. Insomma, abbiamo un Bacchetta furioso in quel di Città di Castello. E nel mirino finiscono in diversi.

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