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Città della Pieve, bimbo di 2 anni trovato morto: fermata la madre per omicidio

I carabinieri sono sul posto e hanno fatto scattare le indagini sul presunto omicidio.

CITTA’ DELLA PIEVE – Il cadavere di un bambino è stato rinvenuto a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, vicino a un supermercato. Il piccolo, di due anni di età, è stato trovato con una ferita all’addome. I carabinieri sono sul posto e hanno fatto scattare le indagini sul presunto omicidio. Nel pomeriggio è stata fermata una donna di 43 anni, di origine ungherese, in stato confusionale. La donna a quanto si apprende, aveva adagiato sul nastro trasportatore di una cassa il corpo senza vita del figlio. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Ipotesi atto violento

Secondo quanto emerge, la donna, che abita a Chiusi in provincia di Siena avrebbe fornito versioni contrastanti sulla dinamica. Sotto la lente degli inquirenti c’è finito anche un vicino edificio, ex centrale Enel diroccata e in stato di abbandono, oggetto di lunghi e approfonditi rilievi da parte dei carabinieri che lì nei pressi hanno riscontrato la presenza di numerose tracce ematiche. Sarebbe questo il luogo in cui l’omicidio si è consumato. Sequestrati un passeggino e vari reperti. I testimoni della scena hanno spiegato che sul corpo del piccolo erano state inferte diverse ferite di coltello non solo all’addome, ma anche al torace e addirittura al collo.  In attesa di altri riscontri ed elementi utili ai fini dell’indagine, l’ipotesi più accredita è quella di un atto violento.

Ascoltata e fermata

Nella tarda serata di venerdì la donna è stata sottoposta a fermo per omicidio. Il provvedimento è stato adottato dal sostituto procuratore Manuela Comodi dopo avere sentito la donna. Questa non avrebbe fatto ammissioni su quanto successo.  Nel corso degli accertamenti un coltello è stato trovato nella borsa della donna, una ungherese di 44 anni, fermata. Elemento ora al vaglio degli investigatori coordinati dalla Procura di Perugia per stabilire se si tratti dell’arma del delitto.  Quando è stato soccorso il bambino di due anni presentava ferite da taglio al petto. La donna, dopo essere entrata nel supermercato lo ha lasciato sul nastro trasportatore, fermo, di una cassa.

Non risponde

Si è formalmente avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero Manuela Comodi la donna di 44 anni, ungherese, fermata a Città della Pieve per l’omicidio del figlio. Lo ha appreso l’Ansa dal suo difensore, l’avocato Enrico Tenzoni. Con il legale la donna, sotto choc, ha comunque negato di avere ucciso bambino, di due anni, sul quale sono state trovate diverse ferite da arma da taglio al petto. L’avvocato non è voluto entrare nel merito della versione della sua assistita.  Questa comunque avrebbe sostenuto di essere arrivata per caso e a piedi a Pò Bandino da Chiusi dove alloggiava da qualche giorno presso un amico, mentre il padre del piccolo si trova all’estero. Avrebbe poi raccontato di essersi allontanata dal figlio lasciandolo sul passeggino per andare a recuperare un giocattolo e al suo ritorno lo avrebbe trovato già ferito. La donna avrebbe inoltre affermato di essersi trovata da sola nel centro umbro. Un passeggino con tracce di sangue è stato sequestrato nel pomeriggio di ieri nei pressi del supermercato dove la donna aveva portato il figlio.

La foto del bimbo

C’è anche una foto che ritrae il bambino insanguinato trasmessa molto presumibilmente dalla donna al padre del piccolo in Ungheria tramite una piattaforma social tra gli elementi d’accusa a carico della donna.  L’uomo, alla vista dell’immagine ha allertato tutte le Autorità, hanno riferito gli inquirenti.  Sono comunque considerati dagli inquirenti “numerosi e significativi” gli elementi d’accusa raccolti nei confronti della donna. A suo il pubblico ministero di turno, Manuela Comodi, ha disposto il provvedimento per omicidio volontario aggravato nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri. Secondo gli inquirenti “la mole degli indizi raccolti” propende, per una presunta responsabilità della madre del piccolo, la quale sarebbe l’unica ad aver trascorso le ore antecedenti all’evento delittuoso con il piccolo.

La solidarietà

Fiori, macchinine e anche un peluche  sabato sono stati lasciati sul cancello che porta al casolare abbandonato di Pò Bandino dove venerdì sarebbe stato ucciso, dalla mamma, il bimbo di due anni poi portato ormai morto in un vicino supermercato.  Quello che sta diventando una sorta di pellegrinaggio all’edificio è discreto e rispettoso della tragedia. A voler raggiungere il luogo, non distante dal supermercato, sono soprattutto bambini, colpiti dalla tragica notizia. Il peluche, un asinello di colore giallo, è stato fissato alle sbarre del cancello con una rosa bianca. Le macchinine rosse sono state invece lasciate a terra, vicino a due vasi di fiori.

 

 

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