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Citerna, cresce il reddito: balzo in avanti del 5 per cento

Alta Umbria Extra

Citerna, cresce il reddito: balzo in avanti del 5 per cento

Redazione
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Citerna

CITERNA – Da poco meno di 39 milioni e 500 mila euro, circa, nel 2009 ad un reddito superiore ai 43 milioni di euro nel 2016: crescono i redditi nel comune altotiberino, con un balzo in avanti del 5 per cento circa.

Dato positivo   E’ anche il comune migliore dell’Umbria come è emerso dallo studio di Mediacom043 e reso pubblici dal direttore del Datajournalism Giuseppe Castellini, utilizzando i dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: a Citerna i redditi crescono. Il dato riguarda i redditi dei Comuni della Regione relativo alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 (relative all’anno di imposta 2015), messi a confronto con quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2009 (relative all’anno di imposta 2008).

L’assessore al bilancio A commentare positivamente il dato Benedetta Barberi Nucci: “Soddisfa e gratifica un dato che vede il reddito complessivo del Comune passare da 39 milioni 497 mila 581 euro nell’anno 2009 ad un reddito di 43 milioni 289 mila 349 euro nel 2016, considerando anche l’inflazione degli anni in studio. Segno di molti fattori ma anche che le politiche di abbassamento e riduzione della pressione fiscale comunale hanno progressivamente permesso un beneficio ai redditi dei cittadini”.

Per Giuliana Falaschi, il sindaco, è un dato che rappresenta il proprio mandato: “Abbiamo affrontato uno dei periodi di crisi economica ed occupazionale più duri del dopoguerra, e per molti comuni umbri purtroppo ancora perdura, ma il dato del nostro Comune che riguarda per interezza il mio mandato elettorale dimostra quanto si è lavorato per superare questa crisi. I cittadini in primis ed il tessuto sociale forte che ci caratterizza, il Comune che ha fatto e farà sempre la propria parte, ma il mio grazie va anche alle realtà produttive del territorio che dimostrano, in una zona industriale mai così in fermento, che ripartire insieme si può e si deve”.

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