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Chiusura Camera di Commercio Terni, Usb contro Uil: “Firmarono per razionalizzare”

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Chiusura Camera di Commercio Terni, Usb contro Uil: “Firmarono per razionalizzare”

Redazione economia
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TERNI- Scontro aperto fra il segretario della Uil di Terni Gino Centuri e la Unione Sindacale di Base sulla vicenda della Camera di Commercio. Nei giorni scorsi Venturi in una nota aveva espresso parare fortemente negativo alla chiusura della Camera di Commercio di Terni. Oggi arriva la replica della Usb, che si scaglia contro lo stesso sindacalista.

“Alcuni sindacalisti – scrive la Usb di Terni – hanno evidentemente la memoria corta, se non ricordano che UIL FPL insieme a CGIL e CISL FP, nella persona dei rispettivi segretari nazionali, oltre che dei componenti delle segreterie nazionali, hanno firmato il piano di razionalizzazione che Unioncamere Nazionale ha presentato e che è stato approvato dal Mise (accorpamenti tra Camere di Commercio, rispettive aziende speciali, razionalizzazione delle sedi ed interventi sulle dotazioni organiche ed il personale).
Un piano di razionalizzazione che, di fatto, ha determinato la soppressione della Camera di Commercio di Terni, con conseguente annessione a quella di Perugia. Solo ora, a danno fatto, si considera tutto ciò “un danno enorme per il territorio”. Nel piano si prevede l’accorpamento delle camere di di Perugia e Terni nella nuova Camera di Commercio dell’Umbria, una Azienda Speciale, la soppressione di Unioncamere Umbria e sopranumeri di personale camerale, che verrà riassorbito dai pensionamenti previsti.
La USB non ha firmato l’accordo e si è data da fare sollecitando i Presidenti delle regioni a presentare il ricorso alla Corte Costituzionale (cosa poi fatta da 4 regioni) e scrivendo a quelli delle camere di commercio ed ai parlamentari.
Le organizzazioni sindacali firmatarie, cadute in difficoltà agli occhi dei lavoratori, ma anche di diverse associazioni di categoria delle realtà economiche dei territori, che non hanno ben accolto la scelta considerandola un freno allo sviluppo, hanno invece intrapreso solo azioni di facciata. Ora siamo però in campagna elettorale, anche quella per il rinnovo delle RSU nel settore del pubblico impiego ma, a parte queste prese di posizione incoerenti, tardive e contradditorie che lasciano il tempo che trovano, il dato è che al di là di un possibile ulteriore ricorso, che forse potrebbe presentare la Regione Lombardia contro il decreto firmato da Calenda, dal primo marzo la riforma riparte per diventare operativa. Crediamo quindi che, a danno compiuto, sia più opportuno darsi da fare per assicurare concretamente un ruolo e l’operatività della Camera di Commercio di Terni che non sparirà, ma rimarrà una sede distaccata della Camera di Commercio dell’Umbria. Non ci dimentichiamo che anche quella di Perugia confluisce nella camera unica dell’Umbria e che i rapporti di forza devono essere ancora costruiti, anche se come sempre il territorio del ternano è destinato a perdere miseramente, data la debolezza estrema della politica che lo dovrebbe rappresentare. La USB chiederà di essere presente in tutte le prossime delicate fasi nelle quali si dovrà costruire il nuovo sistema camerale. Ci adopereremo per scongiurare qualsiasi dequalificazione o demansionamento del personale attualmente in forza affinchè non si ripeta quello che è già accaduto con la formazione, che ha visto coinvolto solo una parte del personale e senza criteri condivisi e chiari”.

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