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Chiude il registro tumori umbro, ricercatori a casa: è scontro politico

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Chiude il registro tumori umbro, ricercatori a casa: è scontro politico

Redazione
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Una corsia dell'ospedale di Terni

TERNI – Chiude il registro tumori umbro.  La notizia trapela oggi ma la parola fine era stata scritta nel novembre scorso, quando di fatto la Regione lo ha soppresso lasciando scadere l’ultima convenzione con l’Università di Perugia e permettendo che il personale incaricato ad elaborare i dati se ne andasse a casa. Nato nel 1993 presso l’osservatorio epidemiologico della Regione dell’Umbria, dato in gestione al dipartimento di igiene dell’Università degli studi di Perugia, accreditato nel 1998 da una specifica commissione dell’associazione italiana dei registri tumori (Airtum), è poi approdato al dipartimento di Medicina Sperimentale, sezione di Sanità Pubblica.

Convenzione Fabrizio Stracci, coordinatore del gruppo di ricerca, conferma: “E’ scaduta l’ultima convenzione con l’Università a novembre 2019 spiega Fabrizio Stracci e il gruppo di ricerca che coordinavo si è di fatto sciolto. Una squadra di giovani ricercatori, medici specializzati, ingegneri informatici, statistici, con grosse competenze e contratti a termine, che sarà difficile ritrovare. Il nostro Registro dei Tumori — ha raggiunto negli anni livelli di eccellenza internazionali collaborando con la Rete Oncologia dell’Umbria e con i servizi di screening, sviluppando capacità di effettuare indagini ambientali maggiore rispetto agli altri registri regionali grazie alla geo codifica di popolazione”. Chiusi anche il egistro Nominativo delle Cause di Morte (Rencam), nato per rilevare i dati di mortalità dei residenti e quello dei Mesoteliomi e Tumori naso sinusali.

Scontro politico Immediati attacchi dell’opposizione, sia in Comune che in regione. I capigruppo di minoranza a Palazzo Spada vanno diretti: “Cancellato il registro dei tumori umbro. Ennesimo disastro targato centrodestra. Solo il centrodestra poteva cancellare il registro dei tumori umbro. Questo rappresenta uno schiaffo in faccia ad una città con problematiche ambientali gravissime come Terni. Un atto che ha comportato lo smantellamento di un’ istituzione importantissima e di una squadra di giovani ricercatori. La situazione ambientale della conca Ternana è così allarmante da essere sottoposta ad esami approfonditi anche dal Ministero della Salute tramite lo “studio sentieri”, che ci ha visto più volte essere inseriti ai vertici delle classifiche nazionali per morti legate a patologie potenzialmente collegate alle fonti di inquinamento. Ci chiediamo come sarà possibile procedere a nuove indagini non avendo più uno strumento di raccolta dei dati come registro dei tumori.Purtroppo per questa città il fondo del barile non arriva mai”.

De Luca De Luca, consigliere del M5S in Regione ci mette il carico e annuncia una interrogazione. “L’Umbria è stata la prima regione in Italia ad attivare il Registro Tumori a copertura regionale, che attraverso una prima interrogazione depositata in data 2 febbraio 2020, il sottoscritto aveva richiesto alla Giunta di esplicitare le proprie intenzioni in merito al rinnovo della convenzione con l’Università di Perugia a distanza di settimane dalle promesse dell’assessore Coletto, interrogazione che è bene sottolineare non ha mai avuto risposta, e infine che dopo più di 90 giorni, quindi ben oltre i termini regolamentari, ho ripresentato tale interrogazione chiedendo l’immediata calendarizzazione nella seduta del 25 giugno 2020”.

 

 

 

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