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Centrodestra, Parisi scalda i cuori dei forzisti umbri e indica il suo plenipotenziario

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Centrodestra, Parisi scalda i cuori dei forzisti umbri e indica il suo plenipotenziario

Redazione politica
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Stefano Parisi a Perugia

PERUGIA –  Ore 10, Forza Italia in Umbria è ancora viva e il ‘verbo’ di Stefano Parisi sembra molto piacere al popolo azzurro. Il teatro Pavone è pieno in ogni ordine di posto e l’avvocato perugino Walter Biscotti che ha organizzato la kermesse gongola. Pietro Laffranco, Catia Polidori, Raffaele Nevi, Fiammetta Modena, Antonio Tracchegiani, Armando Fronduti, Massimo Perari, Claudio De Vincenti, Otello Numerini, Domenico Benedetti Valentini, Laura Buco: nessuno manca e anche le giovani leve forziste si sono tirate a lucido. Lo stato maggiore forzista è presente dai colonnelli ai generali, tutti stanno in punta di piedi e con sorriso a favore dei fotografi. Sull’area assessorile del Comune di Perugia, spiccano Calabrese, Fioroni e Barelli: tutti vogliono capire che verso prende la vicenda. E’ Stefano Parisi non delude, perché davanti a un centrodestra balcanizzato tra urla meloniane e ruspe salviniane, batte e ribatte sulla linea di un centrodestra di ispirazione liberale e popolare.

Musica per molti forzisti umbri, ma non per tutti. Il pensiero di tanti corre alle elezioni politiche e qui molti destini dei presenti in sala è destinato a scontrarsi. E il sindaco Andrea Romizi? Sul palco perde la consueta ritrosia e dice a chiare lettere che così Forza Italia non funziona e che bisogna voltare pagina ma con idee credibili e non populiste: discorso tipicamente parisiano e infatti i due vanno insieme a meraviglia. Politicamente, in Umbria, Parisi ha già scelto il sindaco di Perugia per coagulare e incanalare forze intorno e sul suo progetto. Con lo stato maggiore forzista, Parisi, in Umbria non vuole aprire fronti di scontro: incontra in privato il direttivo regionale e sono strette di mano e sorrisi, ma alla conta finale non tutti ci saranno in partita. Immigrazione da controllare, sviluppo digitale del Paese, porte aperte ai ceti produttivi e niente intruppamenti nostalgici: Parisi a Perugia convince, poi si tratterà di vedere se riuscirà a portarsi dietro il partito, anche quello umbro che oggi, smarrito e spaurito, lo ha applaudito. La conta alla fine sarà inevitabile, il risultato referendario uno spartiacque: l’impressione è che con Parisi si schiereranno tutti i forzisti delle origini, mentre gli altri o staranno alla finestra o si posizioneranno altrove. E anche per il sindaco di Perugia è venuto il tempo di capire cosa vuole fare politicamente da grande. Il tempo dei calzoni corti, è finito.

P.P.Bur

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