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Centro islamico a Umbertide, Bacchetta: “Inviterò Locchi per un confronto”

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Centro islamico a Umbertide, Bacchetta: “Inviterò Locchi per un confronto”

Redazione
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Il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta
Il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta

CITTÀ DI CASTELLO – “Proporrò al sindaco di Umbertide Marco Locchi un incontro per parlare della moschea, non legato a questioni di sicurezza ma per conoscere i dettagli del progetto”: questo l’annuncio del sindaco tifernate Luciano Bacchetta, subito dopo il voto negativo del consiglio comunale alla mozione di Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, sulla partecipazione del primo cittadino di Città di Castello alla commissione regionale in cui sarà ascoltato il collega umbertidese: “La più grande moschea del Centro Italia sorgerà a pochi chilometri dal territorio di Città di Castello, abbiamo il dovere di dire la nostra” ha detto l’esponente dell’opposizione, presentando il documento, simile ad uno precedente già discusso dall’assemblea nel gennaio 2016.

Il progetto del Centro islamico di Umbertide

Il progetto del Centro islamico di Umbertide

“Purtroppo i rilievi che sollevavo mantengono tutta la loro pregnanza: l’impatto sul territorio in termini di flussi demografici, movimento di credenti, transazioni economiche sarà notevole. Non possiamo fare finta di niente ma governare le dinamiche prima che ci investano” ha aggiunto Sassolini, chiedendo l’impegno del sindaco “su un accordo con le forze dell’ordine, per evitare infiltrazioni di estremisti islamici,  verifiche sui flussi di denaro e prediche degli iman in italiano”.

“Vogliamo dire ai musulmani, molti dei quali cresciuti in Italia, nelle nostre scuole, che non sono cittadini come gli altri e che per loro non vale l’articolo 8 della Costituzione?” ha dichiarato Roberto Colombo, capogruppo di Castello Cambia, procedendo alla lettura integrale del passo sulla libertà di religione. “Questo è il primo passo verso uno scontro di civiltà, che può produrre le schegge impazzite, che abbiamo visto operare in Europa. Così si gettano i semi non della convivenza ma di un contrasto senza fine. Noi di fronte alla barbarie dell’Isis e del fondamentalismo islamico non retrocediamo di un passo. La libertà di professione o è o non è”.

Per la consigliera del Psi Benedetta Calagreti “L’intervento del sindaco in terza commissione è fuori luogo ed è una interferenza nell’amministrazione di un altro comune. Dovremmo procedere con razionalità e un’indagine sulla moschea da parte nostra sarebbe priva di fondamento logico e  giuridico”.

“La moschea di Umbertide è una delle peggiori cose prodotte dal Partito democratico. E’ stata tenuta nascosta ai cittadini una costruzione grande come un centro commerciale” ha dichiarato Riccardo Augusto Marchetti, integrando nel dispositivo “una moratoria che impedisca nuovi edifici di culto fino a quando la religione musulmana non abbia firmato un’intesa con lo Stato italiano”.

“Non dobbiamo sottovalutare l’argomento” per Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd “Costruire un luogo di culto è un diritto costituzionale. La negazione inasprisce il dibattito culturale: dobbiamo fare comunità anche chi non ne è nato all’interno. Non mi sento di dire no al diritto dei musulmani di seconda generazione che sono cresciuti tra noi e parlano la nostra lingua. Ben vengano i controlli: giusto che si valuti ad esempio cosa si dice dentro la moschea. Ma il sindaco non ha competenze investigative e non può intervenire come spettatore silente alla commissione regionale”.

“Non esiste l’Islam moderato” ha sostenuto Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia “ma un Islam positivo che si confronta anche con la religione cattolica perseguendo il fine, attraverso la cosiddetta guerra santa, di convertire le popolazioni europee alla loro fede. Ci sono tantissime conversioni all’Islam non per proselitismo ma per matrimoni. La moschea di Umbertide ci riguarda: è vicina a noi e diventerà centro di irradiazione. L’audizione del sindaco in commissione regionale è opportuna, per far sentire la voce della comunità tifernate”.

Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord, ha interpretato diversamente l’articolo 8 della Costituzione: “non c’è intesa tra Islam e Stato italiano perché i musulmani non hanno individuato il proprio referente. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo islamica, non avendo i paesi musulmani firmato quella universale del ‘48, sostiene che il musulmano deve essere giudicato solo in base a quanto dicono i libri sacri. Sono d’accordo con l’audizione in commissione regionale: il sindaco ha incontrato il collega di Sansepolcro, può incontrare anche quello di Umbertide”.

“Ci sono problematiche di correttezza istituzionale che non possono essere violate” ha quindi concluso il sindaco Bacchetta: “Non so se il centro è opportuno ma non costituisce un pericolo. Se riusciamo ad instaurare un dialogo nel quale nessuno pretende di avere la verità rivelata, la convivenza è possibile.  la strada della convivenza è tracciata. Città di Castello non può ingerire nelle decisioni di un altro comune. Sì al confronto anche se Umbertide ormai è ad un punto di non ritorno sulla moschea. L’occidente ha la forza della libertà e della tolleranza, che va esercitata anche verso religioni diverse. Naturalmente non dobbiamo subire gli estremismi, che vincono se cediamo allo scontro di civiltà”.

Votazione finale: 17 voti contrari dalla maggioranza, tre a favore (Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia, Sassolini di Forza Italia, Marco Gasperi del Movimento 5 stelle), tre astenuti (Gruppo Lega Nord e Braganti di Tiferno Insieme).

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