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Centrale biomasse a Giove, Tar accoglie il ricorso dell’azienda: ripartono i lavori

Cronaca e Attualità

Centrale biomasse a Giove, Tar accoglie il ricorso dell’azienda: ripartono i lavori

Redazione
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TERNI – L’impianto  a biomasse nel comune di Giove si farà. Lo ha deciso il Tar che ha accolto il ricorso dell’azienda realizzatrice Tiber Eko Srl contro lo stop imposto dal Comune di Giove al progetto partito nell’estate 2017 e che aveva suscitato non poche proteste da parte della gente.

Azienda Secondo l’azienda “non c’erano i presupposti per il no alla proroga per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, violazione del principio del contraddittorio e del principio del giusto procedimento di eccesso di potere, per sviamento di potere per cattivo esercizio del potere discrezionale; di difetto di motivazione in merito al bilanciamento dei contrapposti interessi, nonché eccesso di potere per motivazione contraddittoria e illogica in merito alle ragioni che avrebbero determinato l’ente al diniego di proroga, e di difetto di istruttoria, errore nei presupposti di fatto e per motivazione illogica e contraddittoria, atteso che non è stato consentito alla società ricorrente di poter fornire il proprio apporto istruttorio nell’ambito del procedimento sfociato nel diniego impugnato”.

Accogliere Il Tar ha dunque deciso di accogliere il ricorso, impugnando l’atto e dando il via alla proroga per l’avvio dei lavori “ispirata – si legge  -alla necessità di assicurare tempi certi alle operazioni di trasformazione del territorio, sia in punto d’inizio che di termine dei lavori, volti ad un’ordinata realizzazione delle previsioni dello strumento urbanistico, nonché di prevenire i noti fenomeni di degrado costituiti da edifici non completati, che sono fonte di grave disordine ambientale e causa di pericolo per la pubblica e privata incolumità; è quindi previsto dalla legge che detti termini possano essere motivatamente prorogati, e ciò è possibile ogni qual volta tale necessità scaturisca da fattori indipendenti dalla volontà e dalla responsabilità del richiedente, al tempo stesso il presupposto per accordare la proroga è demandato dal legislatore ad una prudente valutazione del Comune, il quale è chiamato ad operare una comparazione tra gli interessi contrapposti che sono dati dall’esigenza di assicurare che la trasformazione urbanistica che si intende realizzare avvenga in maniera ordinata e conforme allo strumento urbanistico, e che la proroga non sia motivata da mancanza di mezzi o dal mero capriccio del richiedente o da altre ragioni riconducibili a fatto di quest’ultimo”.

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