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Celebrazioni religiose ancora vietate, mondo cattolico in subbuglio

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Celebrazioni religiose ancora vietate, mondo cattolico in subbuglio

Redazione
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Il cardinale Gualtiero Bassetti
Il cardinale Gualtiero Bassetti

TERNI – Dopo la dura presa di posizione della Cei anche i vescovi umbri scendono in campo contro le disposizioni del governo: “I nostri governanti prestano attenzione a coloro che accompagnano i cani a fare una passeggiata, a coloro che vanno a comprare sigarette, a coloro che vanno a fare la spesa, ma per coloro che vogliono partecipare alla messa, con le dovute protezioni, il diniego è perentorio e sistematico”, dichiara il vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia padre Giuseppe Piemontese che senza mezzi termini parla della proroga delle limitazioni alle celebrazioni regilose come un abuso.

Piemontese  “In questi due mesi abbiamo accettato con grande sacrificio, con grande sofferenza, le limitazioni che ci sono state imposte per le celebrazioni dei sacramenti e soprattutto della messa – dichiara il vesccovo -. Le abbiamo accettate sapendo di dare un contributo per il benessere della Nazione. Pensavamo che tanto sacrificio fosse sufficiente, ma ci rendiamo conto che a qualcuno ciò non basta. Ora vediamo queste nuove disposizioni e proibizioni come un abuso che non può passare inosservato e sotto silenzio, ne va di mezzo la fede dei cristiani e la libertà di culto. Ne va di mezzo il benessere spirituale di tante persone che sono impegnate nelle varie forme di Carità, di assistenza, di volontariato, che come hanno scritto i vescovi nella nota consegnata alla stampa ‘dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza”  – e so quanto la chiesa, le parrocchie sono vicine e poveri e sostengono i poveri – “tutto questo nasce non da una filantropia, ma da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare alla vita sacramentale’. Mi auguro che il governo ripensi a tutto questo e ci ponga, almeno, sullo stesso piano, sullo stesso livello di chi va a fare la spesa, o di chi accompagna il cane a passeggio, faccia come vuole, ma che ci consenta, con tutte le accortezze che noi siamo disposti a mettere in campo, di celebrare l’Eucarestia con il popolo di Dio e tornare a nutrire la fede dei cristiani attraverso i sacramenti. Me lo auguro e spero che questo si realizzi, perché, altrimenti, si verificherà veramente un abuso insostenibile”. Molto critica anche la presa di posizione del vescovo di Spoleto e presidente della Ceu, monsignor Renato Boccardo.

Giuristi cattolici Dura anche l’Unione giuristi cattolici italiani di Terni, che si dice «incredula e addolorata per quanto disposto dal Dpcm in materia di libertà personale e libertà di culto. In dubbio – denunciano – la legittimità costituzionale della produzione normativa del governo ad oggi emanata. A nostro avviso c’è una violazione dei patti Stato-Chiesa, che costituisce un pericoloso precedente nei rapporti tra le due istituzioni». E intanto non ci sarà nessun pellegrinaggio degli Amerini a Civitavecchia per la festa di Santa Fermina il 28 aprile né festa di San Giovenale a Narni ma il vescovo Giuseppe Piemontese, si recherà pellegrino ai santuari a nome di tutti i fedeli per fare memoria dei santi patroni e in segno di unità spirituale nella preghiera per il popolo sofferente a causa del Coronavirus. E sulla stessa lunghezza d’onda si muove anche l’Unione Giuristi Cattolici Italiani di Perugia .

 

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