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Perugia, caso Sonia Marra: Umberto Bindella assolto dall’accusa di omicidio

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Perugia, caso Sonia Marra: Umberto Bindella assolto dall’accusa di omicidio

Redazione
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Umberto Bindella

PERUGIA – Assolto per non aver commesso il fatto. Questa la sentenza della Corte di Assise di Perugia nei confronti di Umberto Bindella. L’uomo è stato quindi scagionato in pieno dall’accusa di omicidio di Sonia Marra, la studentessa pugliese scomparsa dal capoluogo umbro il 16 novembre 2006. La decisione è stata presa dai giudice Gaetano Mautone e da quello a latere Giuseppe Narducci.

Assolto anche Galluccio Assoluzione anche per Dario Galluccio, l’amico di Bindella, accusato di favoreggiamento e occultamento di cadavere in concorso. Il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, aveva chiesto 3 anni di reclusione per Galluccio, mentre per Bindella ne erano stati richiesti 24 per Bindella.

Verità e giustizia “Se non era questa la strada giusta fateci sapere qual è, noi attendiamo la verità”: questo ha dichiarato pochi istanti dopo la lettura della sentenza, Anna Marra, sorella di Sonia, che ha affermato di credere ancora nella giustizia. Esulta Silvia Egidi, avvocato difensore del 38enne di Marsciano insieme a Silvia Paccoi: “Anche se tardi, per noi giustizia è fatta”. Soddisfazione viene espressa dall’avvocato Francesco Falcinelli, difensore di Galluccio anche “Siamo soddisfatti della decisione presa dai giudici, è così comprovato che il mio assistito non ha commesso alcuna violazione della legge penale e che i comportamenti censurati non sussistono”. Questo invece il  commento del legale della famiglia Marra, Alessandro Vesi: “Il mio primo pensiero va a una ragazza che da 11 anni è scomparsa, i familiari continuano a pensare che sia stata uccisa. Le sentenze non si commentano ma si rispettano e si appellano. Leggeremo le motivazioni”.

La vicenda  Sonia Marra, originaria del Comune pugliese di Specchia, nel 2006 aveva 25 anni e viveva a Perugia per frequentare l’ università, mentre lavorava come segretaria alla scuola di teologia di Monte Morcino. Di lei si perdono le tracce nella notte tra il 16 e il 17 novembre, quando la madre e la sorella, allarmate dall’aver trovato spento il suo cellulare, la chiamano ripetutamente senza riuscire a rintracciarla. Quando la mattina dopo, i vigili del fuoco sfondano la finestra dell’appartamento di Elce in cui la ragazza viveva, interessato nel frattempo da una fuga di gas, di lei non c’ e’ nessuna traccia. Un testimone racconta che la sera prima un uomo sarebbe entrato e uscito dall’ appartamento con le chiavi in mano. Le indagini in un primo momento si dirigono verso gli ambienti che Sonia frequentava per il suo lavoro, ma la svolta arriva quando la magistratura si concentra sul test di gravidanza a cui la ragazza si sarebbe sottoposta alla vigilia della scomparsa, fino ad arrivare a Bindella, che avrebbe avuto una breve relazione con Sonia. La ragazza, secondo la ricostruzione del pm, si sarebbe invaghita
del giovane che pero’ non la ricambiava e non voleva piu’ avere a che fare con lei.

Arresto e processo L’ uomo, che si é sempre detto estraneo ai fatti, viene arrestato nel 2010 e poi rilasciato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, ma viene comunque rinviato a giudizio. Il processo si è aperto nel 2011, poi è stato interrotto per il cambio del collegio giudicante e quando la sentenza sembrava vicina, lo scorso marzo, la Corte ha chiesto di acquisire tutte le puntate della trasmissione di Rai 3, ‘Chi l’ ha visto’, email, telefonate e segnalazioni che la redazione ha ricevuto dal 2006 ad oggi su questo caso. Oggi, al di là delle decisioni dei giudici, è stato messo un importante tassello su una vicenda che sembrava per sempre senza fine.

 

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