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Caso Bianzino, viene rigettata l’istanza: non saranno riaperte le indagini

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Caso Bianzino, viene rigettata l’istanza: non saranno riaperte le indagini

Redazione
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PERUGIA – La procura di Perugia non riaprirà l’ indagine sulla morte di Aldo Bianzino, il falegname di Pietralunga deceduto nel carcere di Capanne nell’ ottobre del 2007 dopo essere stato arrestato per possesso di cannabis.

Rigettata l’istanza I magistrati hanno infatti rigettato l’ istanza di svolgere nuovi accertamenti avanzata dal figlio Rudra. La notizia è riportata oggi da La Nazione. Per la procura – si legge sul quotidiano – non ci sono elementi nuovi che possano giustificare un accertamento bis. L’ istanza di riapertura delle indagini – avanzata dagli avvocati Massimo Zaganelli e Cinzia Corbelli – si basava su due perizie svolte da consulenti medici della famiglia secondo le quali sarebbero emersi nuovi elementi sulle lesioni che hanno portato il falegname alla morte. Che sarebbe stata legata – a loro avviso – a un’ emorragia provocata “non dalla presenza di un aneurisma ma da un evento traumatico”.

Rudra non si arrende Il figlio Rudra però “non si arrende” ha detto oggi all’Ansa l’ avvocato Corbelli. “Stiamo lavorando – ha aggiunto – a nuovi strumenti giuridici con i quali si possa far riaprire il caso”. Il fascicolo per omicidio a carico di ignoti sulla morte di Bianzino venne archiviato dal gip di Perugia nel dicembre del 2009.

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