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Casette sisma 1997, polemica de ‘Le Iene’. La Regione: “Gestite dai Comuni e lontane”

Cronaca e Attualità Foligno Spoleto

Casette sisma 1997, polemica de ‘Le Iene’. La Regione: “Gestite dai Comuni e lontane”

Redazione
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La tendopoli dopo il sisma

PERUGIA – La polemica è servita. L’ha messa nel piatto ieri sera il servizio del programma di Italia 1 Le Iene (potete vederlo andando a questo link), che facendo seguito alle parole del capogruppo del Movimento 5 Stelle in regione Andrea Liberati, ha messo in piazza il mancato utilizzo per i terremotati della Valnerina delle circa 700 casette di legno utilizzate per gli sfollati di Sellano, Valtopina, Nocera Umbra e Colfiorito dopo il sisma del 1997 e 1998.

Stamattina è arrivata la risposta della Regione: “I moduli abitativi provvisori realizzati in alcuni comuni umbri circa 20 anni fa – dice la Regione- sono attualmente gestiti dalle amministrazioni comunali in cui insistono ed utilizzate da più soggetti sulla base di comodato d’uso o locate, con la precisa condizione che in caso di necessità le stesse devono essere immediatamente restituite. Scelta, questa, che ha consentito ai Comuni di preservare questo patrimonio e non farlo deperire. Va ribadito che queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili, a differenza dei nuovi prototipi di moduli provvisori che saranno montati nelle zone della Valnerina. Quand’anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l’acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l’abitabilità”.

Sistemazioni più vicine “In ogni caso, per ciò che riguarda la situazione in Umbria- scrive la Regione – all’indomani del sisma del 24 agosto scorso il sistema regionale di Protezione civile aveva assicurato una collocazione di tutti i cittadini coinvolti dal sisma e che avevano dovuto abbandonare le proprie abitazioni, in situazioni assolutamente confortevoli, nelle proprie aree di residenza, come l’autonoma sistemazione o la  sistemazione alberghiera, in attesa delle “casette” nei Comuni interessati dal sisma. Dunque, non c’era alcuna necessità di far ricorso a “casette”, peraltro in località distanti dai propri luoghi di residenza. Attualmente, infatti, i residui campi dove sono presenti questi moduli distano circa 80 chilometri da Norcia o da altre località della Valnerina, con tempi di percorrenza di oltre 90 minuti. A seguito della successiva crisi sismica del 26 ottobre, e di quella ben più grave del 30 ottobre, in presenza di un elevato numero di cittadini fuori dalle proprie abitazioni, su giusta indicazione della Protezione civile nazionale, si è proceduto – nella stessa giornata del 30 ottobre – ad assicurare a chiunque ne avesse fatto richiesta una collocazione in strutture alberghiere fuori dall’area dove era in atto la crisi sismica. Ciò per la duplice ragione di mettere in sicurezza i cittadini, offrire loro una adeguata e confortevole collocazione ed al tempo stesso garantire ai cittadini luoghi in grado di offrire loro anche maggiore serenità”.

 

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