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Casa per anziani di Collerolletta, funzionario comunale condannato

Cronaca e Attualità

Casa per anziani di Collerolletta, funzionario comunale condannato

Redazione
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TERNI – Condannato a pagare oltre 800mila euro di danni al Comune di Terni. È quanto prevede la sentenza emessa dalla Corte dei conti nei confronti di un funzionario comunale per «l’omesso pagamento del contributo di costruzione, dovuto per la realizzazione di una residenza per anziani nel predetto Comune, località Collerolletta. L’ammontare esatto della somma era di 817.076,99 per la ex “autorizzazione unica” n. 099 e altri 13.188,86 euro per opere di “completamento”.

La vicenda ha inizio quando la Diocesi di Terni-Narni-Amelia stipula un contratto preliminare di vendita di un terreno sito in Terni, località Collerolletta, con ISAD srl, con l’ “autorizzazione a costruire una struttura sanitaria per anziani”. La società affida l’incarico di progettazione ad un architetto, mentre la Diocesi chiede l’“autorizzazione unica” a titolo gratuito, che viene concessa, in quanto l’opera si ritiene rientrante tra quelle di “interesse generale. Successivamente al rilascio dell’autorizzazione, la società stipula l’appalto dei lavori e il “delegato della Diocesi presenta al Comune di Terni la comunicazione di inizio lavori. Formalizzato l’acquisto del terreno si passa a pagare gli oneri edificatori. Nel verbale di assemblea della ISAD, però, si legge che pur “pienamente a conoscenza della situazione, [ha tuttavia] manifestato l’intenzione di non voler pagare, evitando di chiedere al Comune la voltura della originaria autorizzazione n.099/ 2006”. In una scrittura privata tra ISAD e AIDAS si precisa che “i lavori erano ancora in corso e sarebbero rimasti a carico di ISAD srl”. In seguito si procede «alla voltura dell’autorizzazione n.099/2006 a favore della cooperativa AIDAS». La richiesta di voltura è approvata dal Comune con “presa d’atto” del 20 aprile 2010, a firma del funzionario. La cooperativa subentrata, quindi, usufruisce della esenzione del pagamento del contributo di costruzione che spettava a alla Diocesi.

Secondo la Procura contabile ha contestato questa mancanza al funzionario. Il quale si è difeso, assistito dall’avvocato Federica Pasero, sostenendo che la Diocesi, “al momento del rilascio della autorizzazione, aveva [già] stipulato il contratto preliminare di vendita del terreno su cui realizzare [la] struttura ricettiva per anziani” e che, “successivamente a [tale] rilascio”, ISAD srl e AIDAS hanno posto in essere un’attività volta “ad evitare di pagare il contributo di costruzione al Comune di Terni”. Per i giudici contabili, invece, tali argomentazioni sono infondate in quanto mancava un “titolo idoneo” di legittimazione della «cooperativa alla costruzione della casa per anziani, rappresentato dal diritto di usufrutto costituito a suo favore da ISAD, è da considerare che l’usufrutto stesso è intervenuto dopo la voltura dell’autorizzazione n.099/2006»; la cooperativa AIDAS non è inquadrabile tra gli “enti istituzionalmente competenti”, esonerati dal pagamento dei contributi di costruzione e perché «l’esenzione del contributo di opere di urbanizzazione […] realizzate in attuazione di strumenti urbanistici» fa riferimento «costruzioni cimiteriali [ed] agli impianti ed […] attrezzature sportive».

Secondo i giudici contabili, inoltre, «il procedimento di riesame è stato condotto dal convenuto in maniera del tutto interessata, atteso che era già emersa, al momento dell’avvio di tale procedimento, la fattispecie dannosa dedotta nel presente giudizio; nel corso del procedimento stesso era anche emersa una sua possibile responsabilità erariale; nel corso del ridetto procedimento era anche emerso che AIDAS ed ISAD non avrebbero più potuto pagare il contributo, per il loro (ormai dichiarato) stato di insolvenza patrimoniale». Da qui il riconoscimento di un danno che deriva da «uno specifico provvedimento ad hoc di riconoscimento della sussistenza delle condizioni di esonero dal pagamento del contributo di costruzione, adottato nella convinzione della sua non debenza, maturata in forza di un clamoroso, inescusabile e gravemente colposo errore» e la condanna al pagamento «della complessiva somma di 830.265,85 euro a favore del Comune di Terni».

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