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Caro-energia, Ast spegne i forni per 15 giorni: cassa integrazione per 400

Ast si spegne per due settimane, per colpa del caro-energia e 300 lavoratori vanno in Cassa Integrazione. Arvedi, patron di Ast, lo aveva già anticipato, ma adesso diventa realtà.

TERNI – La visita del ministro Giorgetti a Terni, con annessa durissima presa di posizione del sindacato, suona quasi una beffa. Ast si spegne per due settimane, per colpa del caro-energia e 300 lavoratori vanno in Cassa Integrazione. Arvedi, patron di Ast, lo aveva già anticipato, ma adesso diventa realtà. Dal 15 settembre, come comunicato dall’Azienda alle Rsu, ci sarà un significativo rallentamento dell’area a caldo ed uno più lieve per quella a freddo. Dunque 300 lavoratori andranno in cassa integrazione ordinaria per almeno 15 giorni.A mancare non sono gli ordini e il mercato regge. Ma il boom della spesa energetica impone scelte dolorose che devono, però, anche fare i conti con le produzioni estere pronte ad approfittare della situazione e a conquistare quote di mercato. Una parte della forza lavoro di Ast si sposterà al Tubificio, dove invece continua la produzione a pieno regime. “Se è così – replica di Fiom e Cgil Terni – dettare tempi certi e aprire la discussione sul piano industriale, almeno adesso, visto che sin qui, diversamente da quanto dichiarato dal ministro Giorgetti, nessun tavolo è stato aperto alla partecipazione dei sindacati”.

La nota di Ast

Così l’azienda nella nota: “La scrivente società, operante nel settore dell’industria metalmeccanica e della siderurgia, per il quale applica il relativo CCNL di categoria dell’industria metalmeccanica e della installazione di impianti, comunica che, vista la contrazione del mercato di riferimento che ha determinato il conseguente calo delle commesse di lavoro, registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto da parte della committenza abituale, nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tuttora in corso, si trova nella condizione di dover ridurre la propria attività produttiva. Per detta situazione – si legge nella missiva – la società sarà interessata da una sospensione e/o riduzione delle attività lavorative per il cui effetto richiede l’intervento della CIG ordinaria e delle relative provvidenze che, a decorrere dal 16 settembre 2022 e sino al 30 settembre 2022 e per un periodo presumibile di 3 settimane, potrà interessare fino ad un massimo di circa 400 dipendenti distinti tra quadri, impiegati ed operai rispetto ad un organico aziendale complessivo che, alla data della presente risulta essere pari a 2.278 unità lavorative. La società  precisa che, nell’individuazione del personale da porre in sospensione, si atterrà a criteri oggettivi derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantity ed alla quality delle lavorazioni di volta in volta da eseguire”.

 

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