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Perugia, carcere di Capanne: agente di polizia penitenziaria viene aggredito brutalmente da un fanatico della Jihad

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Perugia, carcere di Capanne: agente di polizia penitenziaria viene aggredito brutalmente da un fanatico della Jihad

Redazione
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può accogliere fino a sei pazienti

PERUGIA – Un’aggressione “tanto brutale quanto violenta” ai danni di un agente di polizia penitenziaria del carcere di Perugia è stata compiuta da un detenuto- uno spacciatore nordafricano- “già noto alle cronache penitenziarie per il suo fondamentalismo islamico e per essere stato protagonista di molti eventi critici durante la detenzione“: lo denuncia il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.

“Questo detenuto, “, dice Fabrizio Bonino, segretario regionale dell’organizzazione sindacale. “L’uomo, uno straniero, era già in isolamento – aggiunge – per esser stato protagonista di altri eventi critici durante la detenzione. Ha commesso una folle e vigliacca aggressione, ingiustificata, che deve fare seriamente riflettere visto che è stata commessa da un detenuto votato alla causa della Jihad e particolarmente violento. Al collega ferito va la nostra solidarietà”.

Accuse precise. “Il carcere di Perugia – spiega Fabrizio Bonino, segretario regionale dell’organizzazione sindacale – è l’istituto umbro con il maggior numero di detenuti nordafricani e la stragrande maggioranza di questi con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti. Questo episodio è un campanello d’allarme sul quale l’amministrazione deve prestare la massima attenzione. Solidarietà al collega”.

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