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Caos a palazzo Spada, durissime le opposizioni sull’ ‘invasione’ dei lavoratori cooperativi

Terni Politica

Caos a palazzo Spada, durissime le opposizioni sull’ ‘invasione’ dei lavoratori cooperativi

Redazione politica
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TERNI – La comprensibile, chiassosa reazione che molte decine di lavoratori della cooperazione sociale ternana (in gran parte di Actl e Alis) hanno esternato con cartelli, invettive e urla, durante il consiglio comunale di martedì e soprattutto indirizzate ai banchi dell’opposizione, ha lasciato il segno. Un disagio espresso dai dipendenti a seguito degli effetti scaturiti dall’indagine della magistratura ‘Operazione Spada che ha portato ad indagare due attuali assessori comunali, dirigenti e funzionari del Comune e vertici di molte cooperative locali. Per alcuni una doverosa difesa, l’erba,tra un discutibile boomerang. Il giorno dopo, sono proprio alcuno dei consiglieri di minoranza oggetto delle proteste a dire la loro.

Cecconi “Ai dirigenti delle cooperative – scrive il capogruppo di FDI, Cecconi – che hanno organizzato le manifestazioni di protesta in consiglio comunale – e ai dipendenti delle cooperative stesse, protagonisti in prima persona delle manifestazioni – vogliamo ribadire quello che abbiamo già detto in aula. E cioè che entrambi, dirigenti e dipendenti, presentandosi a palazzo Spada, hanno senz’altro sbagliato indirizzo. Se, a loro avviso, le vicende giudiziarie connesse alla cosiddetta “Operazione-Spada” mettono a rischio posti di lavoro, è per l’appunto negli uffici della Procura che dovrebbero organizzare i propri sit-in. E se poi pensano davvero che la colpa di tutto ciò sia delle opposizioni – altro indirizzo sbagliato – significa non aver compreso che sono proprio la maggioranza e la giunta in carica a non poter garantire loro più niente. Prigioniera dei propri debiti e sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, oggi come oggi questa amministrazione non è davvero in grado di poter assicurare un posto di lavoro nemmeno ai propri assessori. Se il mondo della cooperazione sociale vuole recuperare la credibilità e l’autorevolezza che merita, sarà bene che impari a rinunciare a certi privilegi e a sapere riconoscere le vere responsabilità”.

Melasecche “In consiglio comunale scena già vista – scrive il consigliere Melaseche di I Love Terni -. Quando la crisi economica che attanaglia il Comune, frutto di un quindicennio di sprechi, di perdite delle partecipate, giunge a momenti di verifica, coloro che hanno gonfiato, grazie alla politica, i propri fatturati in modo esponenziale, mandano avanti i lavoratori, spesso sottopagati, utilizzati coma massa di manovra per eleggere assessori e sindaci. Abbiamo visto queste scene più volte, quando le doverose gare di appalto minacciavano non certo i lavoratori, ma alcuni burattinai arricchiti.
La storia di questi anni, caratterizzata dal connubio politica/affari, disegna un quadro desolante di fallimenti in cui le responsabilità sono non solo di coloro che agivano a palazzo Spada ma anche dei “compari” che hanno sempre manovrato nella convinzione che il Municipio fosse cosa loro. Un sistema di potere che ha prodotto negli ultimi venti anni una serie di danni. Ho parlato ieri con i soci lavoratori di questi problemi, durante la lunghissima sospensione del consiglio comunale. Qualche facinoroso, di quelli che urlavano dietro la folla, tirava poi per la giacca i lavoratori per impedir loro di parlare con il sottoscritto, nel timore che le mie argomentazioni potessero convincerli. La verità è che questo regime è alla frutta e questa “guerra fra poveri” non giova né a questi lavoratori né alle loro famiglie. Violare il tempio della democrazia cittadina è stato uno spettacolo deprimente, ma di certo ha ottenuto l’effetto contrario di quello voluto. Ho invitato i lavoratori a tornare in consiglio a metà gennaio, quando si sarebbero meglio resi conto delle conseguenze obbligate dal piano di rientro relativo al predissesto”.

M5S “Invitiamo caldamente il signor Sandro Corsi – si legge in una nota del gruppo consiliare pentastellato – a tranquillizzare i dipendenti della “sua” cooperativa, a prescindere dalle vicissitudini giudiziarie che lo vedono coinvolto. Le cooperative, per natura giuridica, non sono proprietà dei singoli ma appartengono all’assemblea dei soci, il destino dei singoli non prefigura alcuna apocalisse per la totalità dei soci. Per quanto ci riguarda, consideriamo Actl e le altre aziende cooperative, operanti nel nostro territorio, patrimonio della città, indipendentemente da chi le dirige. Allo stesso tempo diffidiamo fermamente chiunque dall’attribuire al M5S affermazioni mai proferite, soprattutto quando sono lesive della dignità dei lavoratori. Ricordiamo che molti nostri simpatizzanti ed attivisti vengono dal mondo del privato sociale e ribadiamo la nostra stima incondizionata verso tutti i lavoratori, inclusi quelli che ci hanno contestato. Ciò nonostante, riteniamo inopportuno che nel pieno delle indagini alcuni degli indagati si presentino in consiglio comunale a disturbare il normale svolgimento dell’assemblea. Non vogliamo sostituirci alle forze dell’ordine, ma ci sentiamo in obbligo dare notizia alla procura della repubblica in modo circostanziato, allegando documentazione video e foto. Detto questo, rimandiamo al mittente ogni tentativo di intimidazione, rassicurando tutti che il nostro operato sarà sempre e comunque portato avanti con determinazione per una Terni migliore e mai contro qualcuno”.

 

 

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