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Canti cattolici e ritmi africani: a Lugnano matrimonio multietnico ed interreligioso

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Canti cattolici e ritmi africani: a Lugnano matrimonio multietnico ed interreligioso

Emanuele Lombardini
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LUGNANO IN TEVERINA – Crescere una famiglia al di là del colore della pelle e della religione? Si può. Lisa e William si sono sposati stamattina in Comune a Lugnano in Teverina, officiante il sindaco Gianluca Filiberti. Lui musulmano, del Gambia, lavora a Roma come buttafuori, lei lugnanese doc e cattolica, impiegata. Si sono conosciuti nella Capitale e ora sono una famiglia. Un matrimonio interreligioso, multietnico, per dimostrare che si può fare. Lugnano ha accettato la sfida, ma del resto non potrebbe essere altrimenti, in un Comune retto da una ‘strana maggioranza’ che mette insieme un primo cittadino renziano doc e un assessore alla cultura – e principale braccio destro – Alessandro Dimiziani, da poco entrato nella Lega dopo aver a lungo militato in Fratelli d’Italia: “Ma funzioniamo perchè non parliamo di politica, ma dei problemi del paese”, chiosa Filiberti.

Il matrimonio. Il rito civile è l’ultimo atto di una cerimonia cominciata l’estate scorsa, durante la notte romantica, quando è stata inaugurata “Lugnano Wedding”: “Il Paese si sta spopolando – dice Dimiziani – e noi abbiamo bisogno di nuove famiglie e di nuovi residenti. Così abbiamo deciso di mettere a disposizione gratis la nostra piazza o la nostra chiesa Collegiata a chiunque voglia venire a sposarsi qui. E proponiamo anche una serie di riti, come quello della antica tradizione medioevale di Lugnano, che anche Lisa e William hanno fatto questa estate. Oggi hanno ufficializzato l’unione davanti alla Legge col classico rito civile”.

Guarda l’arrivo degli sposi in Comune a Lugnano

Guarda i cori africani che accompagnano lo sposo

Botta e risposta. Che poi proprio classico, non è stato. Lei è arrivata a Palazzo Pennone in abito bianco, accompagnata come ogni sposa che si rispetti, lui invece è arrivato in abiti tradizionali del Gambia, compreso un antico monile di famiglia, appartenuto al nonno e anche tutti i suoi testimoni, genitori e parenti anch’essi in abiti tradizionali, accompagnato dal suono dei tamburi africani.

E sebbene il rito – per ovvi motivi – fosse civile- era un pò come stare allo stesso tempo in Chiesa o in Africa. Il coro della Collegiata ha infatti intonato canti religiosi della tradizione cattolica e poi in un botta e risposta, gli amici del giovane africano hanno riposto con quelli della loro tradizione. Uno dietro l’altro, in sequenza, con grande rispetto e partecipazione. Ad assistere al rito, oltre agli amici e parenti della coppia, anche alcuni migranti ospiti della comunità lugnanese: “Qui da noi c’è integrazione, i ragazzi hanno imparato l’italiano e hanno insegnato l’inglese. Lavorano e stanno bene, anzi, quelli che sono andati via mancano anche un po'”, dice il sindaco.

Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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