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Cantamaggio ‘domestico’: l’ironia dei ternani, la passione e gli errori (nostri)

Terni Cultura e Spettacolo

Cantamaggio ‘domestico’: l’ironia dei ternani, la passione e gli errori (nostri)

Redazione
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TERNI – Dell’insolito Cantamaggio a cui la pandemia e l’impossibilità di uscire di casa ci hanno costretto, resterà soprattutto una cosa: la fantasia e l’ingegno dei ternani (ma non solo), che hanno risposto all’invito del gruppo Gente Cantamaggio e hanno organizzato una sfilata domestica: oltre 90 carrucci, arrivati da tutta Italia, ma anche dal Lussemburgo, da Londra e da Montreal, fatti con quello che ciascuno aveva in casa. Spinti a mano o con un  filo, con il pavimento di casa, il tavolo della cucina o la terrazza come palco per condividere la gioia. A fare da piazza virtuale, la diretta sulla pagina facebook di Radio Passeggiata.

Il Coronavirus e la pandemia non fermano la passione e la fantasia della città ed alla fine, pur se in modo diverso, l’evento è stato coinvolgente. L’ironia come antidoto alla noia e alla tristezza di una reclusione forzata ma necessaria, in una serata che il pubblico ternano ha potuto dividere fra questa sfilata domestica curata da Gente Cantamaggio e il viaggio sul filo dei ricordi trasmesso su TeleTerni e TeleGalileo, organizzato dall’Ente Cantamaggio.

Due appuntamenti entrambi belli, ma diversi: nel target, nel progetto ed anche nell’ente organizzatore. Quanto a noi di questo giornale, è andata come in quel vecchio telefilm degli anni 80, che ogni tanto ripassa in replica a tarda notte, quello nel quale un militare con la passione per la meccanica, aggiusta automobili e carri armati alla perfezione e quando li rimonta gli avanza un pezzo. Tutto bello, tutto giusto, il mezzo va come prima, ma c’è sempre un pezzo in meno. Ecco, quella sera, per noi, è andata così: la macchina funzionava, era persino bella. Però nell’assemblarla, non ci siamo resi conto che mancava un pezzo. Mancava spiegare che le due iniziative non sono frutto della stessa mano e che pure il carro di Arrone a suo modo, correva sul filo dei ricordi con l’Ente Cantamaggio.

Il coinvolgimento, la passione e perché no, anche la nostalgia per una festa che è nel cuore di tutti i ternani e di ciascuno avrebbe voluto vedere tutto insieme, in un solo grande coro. Ma stavolta c’era da fare di necessità virtù ed è giusto, da parte nostra, rendere merito a ciascuno delle proprie iniziative, scusandoci con gli organizzatori e con voi lettori per l’entusiastica confusione. Torneremo ad ‘armette maggiu’ tutti insieme.