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Canoni idroelettrici e ‘soccorso rosso’, i ternani Paparelli e Nevi si ‘beccano’ su Facebook

Politica

Canoni idroelettrici e ‘soccorso rosso’, i ternani Paparelli e Nevi si ‘beccano’ su Facebook

Andrea Giuli
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La pagina Facebook dell'assessore regionale, Fabio Paparelli

TERNI – Neanche dovessero candidarsi a sindaco di Terni alle prossime elezioni comunali. Scambio di cortesie ‘virtuali’ tra due big della politica umbra e ternana.

‘Botte da orbi’ Notturnamente, il vicepresidente e assessore della giunta regionale, il democratico ternano Fabio Paparelli e il conterraneo Raffaele Nevi, capogruppo regionale di Forza Italia, se le sono date di santa ragione sul ring virtuale di Facebook, tra applausi e ‘man forti’ dei rispettivi supporters. Tema del contendere: i canoni idroelettrici aumentati nei confronti delle società che utilizzano le acque per le centrali sul territorio e il cosiddetto ‘soccorso rosso’ al Comune di Terni, terremotato finanziariamente, al quale il grosso di quel gettito dovrebbe andare per iniziativa legislativa della Regione stessa.

Paparelli Aveva cominciato venerdì mattina Paparelli sul suo profilo: “Udite udite. Così si é espresso in commissione il difensore (a chiacchiere) di Terni n Regione: i proventi dell’aumento dei canoni delle grandi derivazioni, realizzati dalla giunta regionale su mia proposta, e su cui lui si era opposto non debbono andare alla città di Terni ma anche ad altri non precisati Comuni!
Giudicate voi!!!”.

Fabio Paparelli

Fabio Paparelli

Nevi Ci pensa un pò, o qualcuno lo avverte, e il consigliere Nevi, stamattina di buon’ora, risponde per le rime: “Paparelli mente sapendo di mentire, sa perfettamente che tutta la sua maggioranza con a capo Brega gli ha dato contro perché questa porcata di dare i soldi solo a Terni invece che a tutti i comuni che ne avrebbero diritto è contro la legge e se l’è inventata solo per ripianare il bilancio del Comune ternano ed evitare le elezioni, il famoso soccorso rosso al compagno Di Girolamo. Questa cosa forse Paparelli la dice per cancellare la vergogna che prova per essere pavidamente uscito, chinando la testa al niet dell’assessore Barberini di Foligno, quando pochi giorni fa abbiamo discusso in consiglio regionale sulla localizzazione della sede Asl a Terni. No comment!”.

Paparelli/2 Controreplica dell’esponente Pd che, stavolta, si acconcia ad una lotta senza quartiere: “Udite udite. Nevi spara cavolate a raffica e dimostra di non conoscere nè la legge che ha fatto il consiglio su cui siede, nè i comuni su cui insistono le grandi derivazioni. I canoni non c’entrano nulla con il deficit del Comune di Terni e su questo Nevi si appresta ad una figura barbina! Non studia e l’ignoranza produce danni. La verità è questa: 1) Nevi non voleva l’aumento dei canoni, quindi deve tacere; 2) La legge da me proposta è valida per il solo 2016 quindi non può incidere sui bilanci attuali se non al masimo per il 15%; 3) Terni incide sui grandi impianti per circa l’80-85% della popolazione interessata ed è la cittá che ospita gli impianti da cui derivano tutti gli altri; 4) I progetti proposti dal Comune, relativi ad ambiente e decoro urbano, sono tutti da realizzare, essendo a novembre mi pare evidente che una parte di quelli relativi al turismo faccia riferimento a cose fatte; 5) La scelta quindi di destinare o meno 3/400.000 euro dei 2 milioni ad altri Comuni (sono 4), uno del perugino e tre del ternano, non dipendono dalla legge, ma da scelte politiche che se recepite non servono al bilancio del Comune di Terni, ma a migliorare il decoro della città. Io da ternano le sostengo, impegnandomi a produrre una norma strutturale per il futuro che aumenti la parte dei canoni ristornabile ai comuni. Post scriptum: La sede della Asl è Terni!”.

Raffaele Nevi

Raffaele Nevi

Nevi/2 L’azzurro Nevi non si a togliere la parola e assesta, sempre sul profilo di Paparelli: “Sei fantastico Fabio!!! Non hai limite. Verissimo che non volevo l’aumento delle tasse alle imprese e me ne vanto, anche tu dici che le tasse alle imprese non vanno messe ma solo nei convegni. Ma io sono coerente e tu no. E questa non è una notizia. Vedo che poi cominci a cambiare idea, perché forse qualcuno ti ha fatto leggere la legge e già sei arrivato a dire che a Terni spetta l’80% e non il 100% della somma come c’è scritto nell’atto della Giunta. I comuni non sono 4 ma 21, fattelo spiegare dagli uffici che ci hanno mandato le carte. La commissione dove tu non sei venuto ha deciso all’unanimità di stoppare tutto e chiamare la presidente Marini a definire proprio le percentuali che vanno ai vari Comuni e lo faremo la prossima settimana. Ti allego il resoconto dei lavori della commissione, così parli più informato. Per ciò che attiene la Asl, sai bene che la sede di Terni è provvisoria e anche qui menti sapendo di mentire. Io ho proposto di farla diventare definitiva con una mozione e tu, dopo aver combattuto al mio fianco per farla passare (dicendomi nei corridoi che facevo bene), hai dovuto piegare la testa al folignate Barberini che ha imposto alla maggioranza di votare il rinvio della mozione. Palesemente irritato dalla posizione del tuo gruppo e del segretario Leonelli hai lasciato l’aula. Hai anche il coraggio di parlare. Mitico!”.

Guanto di sfida La tenzone “social” fra titani, pardon, fra ternani, si chiude (per ora) con il guanto di sfida lanciato dal numero due della giunta regionale: “Sono disposto ad un confronto pubblico con Nevi per sbugiardarlo, dove e quando vuole!”. Alè.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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