CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Candidata chiedeva voti a malati di tumore, la vicenda in Parlamento

Politica Regione

Candidata chiedeva voti a malati di tumore, la vicenda in Parlamento

Redazione politica
Condividi

Tessera elettorale

ROMA– Finisce sui banchi della camera dei Deputati la vicenda della candidata alle regionali umbre Raffaella Pagliochini, di Fratelli d’Italia, che nei giorni scorsi era salita tristemente alle cronache per aver mandato sms con la richiesta di voto ai numeri di una chat composta da famiglie di malati di cancro, legando la richiesta alla prosecuzione dell’impegno avviato per chiedere lo spostamento in altra ala dell’ospedale di Terni del reparto di oncoematologia e tirando in ballo sia il consigliere uscente squadra che la direttrice del reparto.

A portare la vicenda in Parlamento, con una interrogazione al presidente del Consiglio Conte e al ministro della salute Roberto Speranza ed a quello dell’interno Luciana Lamorgese, sono i deputati pentastellati Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini

L’interrogazione “Si apprende – scrivono i parlamentari umbri – che una candidata alle prossime elezioni regionali in Umbria, nelle file di Fratelli d’Italia, avrebbe utilizzato contatti telefonici reperiti durante una raccolta fondi, per richiedere il voto ai cittadini.  Tali contatti, in particolare, erano stati raccolti durante un evento organizzato per una donazione destinata al reparto di oncoematologia dell’ospedale di Terni. Nel testo dell’sms, oltre alla richiesta del voto alla propria persona per le elezioni del 27 ottobre 2019, si fa anche esplicito riferimento al progetto del reparto di oncoematologia, promettendo di proseguire le azioni avviate con quell’evento. A quanto si apprende, gli sms sono arrivati in più giorni, nonostante le proteste di chi li aveva ricevuti, che lamentava l’utilizzo improprio dei numeri di telefono, che erano stati lasciati per una causa che non era certamente elettorale”. I due onorevoli chiedono  “se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga di adottare iniziative normative per evitare che possano ripetersi casi come quello di cui in premessa, gravemente lesivo della privacy nonché irrispettoso della salute dei cittadini, considerata la particolarità dell’occasione in cui i dati sono stati reperiti”.

Tags: