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Campi di Norcia un anno dopo, Sbriccoli: “Qui è tutto come allora”

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Campi di Norcia un anno dopo, Sbriccoli: “Qui è tutto come allora”

Emanuele Lombardini
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CAMPI DI NORCIA – “Questa notte l’abbiamo trascorsa come le altre, non abbiamo fatto niente di speciale. Ma è chiaro che non è un giorno come gli altri, questo: oggi è passato un anno dalla prima scossa. E Campi è quasi come allora, non è cambiato quasi niente”.

Roberto Sbriccoli non le manda a dire. Del resto l’uomo, il personaggio, è così. Presidente della Pro Loco della frazione nursina dal 2011, imprenditore edile, ma anche dj (si fa chiamare Doctor Monster) e allenatore di calcio con buonissimi trascorsi (guidò il Preci e il Norcia in Promozione, fra le altre squadre). Campi è forse il simbolo della ricostruzione a due velocità, forse anche tre, che stanno attraversando le zone terremotate. Norcia e Cascia che procedono più o meno spedite, dove le luci dei riflettori di tanto in tanto si accendono, le frazioni ancora lontane da una vera ripartenza.

Casette in attesa “Qui stiamo ancora aspettando le casette, ne abbiamo richieste 20 – spiega Sbriccoli – Hanno cominciato a lavorare sull’area destinata nemmeno un mese fa. La gente vive ancora nei container, nei camper, nelle roulotte o in soluzioni che la gente si è pagata di tasca propria. Quanto a me, io dal 24 agosto 2016 vivo e dormo in questa struttura che ospita la Pro Loco. Dopo un anno, siamo ancora in queste condizioni”.

Fatti, non parole. Già, la struttura della Pro Loco. Sbriccoli la indica e guarda il cielo: “L’avevamo inaugurata il 6 agosto, ovvero 18 giorni prima del sisma, sembra quasi un segno del destino…Eppure senza questa struttura adesso chissà cosa sarebbe della frazione. Noi è dal 24 agosto dell’anno scorso che stiamo offrendo accoglienza, gestendo l’emergenza tramite i nostri volontari, fornendo assistenza ininterrotta. Abbiamo atteso invano che succedesse qualcosa: le istituzioni potevano fare di più e meglio. Parlo di tutti, del sindaco, col quale ho un buon rapporto e di quelli ai piani più alti. Gli abitanti delle frazioni – anche prima del sisma, ma adesso di più – sono considerati cittadini di serie B e i servizi non sono mai all’altezza del centro… Ora è cambiato il commissario per la ricostruzione, qui sembra il gioco del cambio delle pedine…a noi invece preoccupa lo stato delle cose”.

Back to Campi. Quel maledetto 24 agosto 2016 ha cambiato la vita a tanti e Sbriccoli non è da meno: “Avevo una piccola impresa edile – spiega – ma da un anno mi dedico completamente alla rinascita e alla ripartenza di Campi. Giro l’Italia con il progetto “Back to  Campi“: per fortuna esiste tutta una parte di Italia bella e solidale che ha capito come questo nostro progetto abbia tutte le carte in regola per rilanciare Campi, ripartendo dall’unico settore che può essere veramente un trampolino, che è il turismo. L’altro giorno ero a Castiglion Fiorentino, ad un evento solidale, poi sono andato a Trento, poi da altre parti: sono sempre in macchina, a presentare il progetto alle associazioni ed alle realtà che ci credono, a tutti quei cittadini che con le loro donazioni ci stanno aiutando”.

Back to campi prevede la realizzazione di una struttura di 12 mila metri quadrati che, come spiega Sbriccoli, “avrà la finalità di ospitare i turisti, di creare posti di lavoro, far ripartire il turismo sportivo e funzionare come struttura di protezione civile”: “Ci sarà una struttura sportiva, un palasport, un’area bungalow, un’area tende, la piscina: tutto da realizzare ex novo”. Inutile parlare di tempi: “Tutto dipende da quando avremo i soldi: girando l’Italia però sono fiducioso perchè ho visto che la solidarietà è grande. Speriamo che tutto questo veda la luce presto”.

L’altro Sbriccoli.  Fra un viaggio e l’altro, Sbriccoli trova ancora il tempo – come lo scorso 16 agosto – di mettersi dietro ad una console e mixare (“anche questo è un modo per tenere qui i giovani”, spiega). Mentre invece, dello Sbriccoli allenatore, per adesso non c’è più traccia: “Mica è colpa mia – dice – io il tesserino lo rinnovo tutti gli anni – dopo quella esperienza di Norcia dove ho fatto bene, sono stato messo da parte (stagione 2005-06, con la squadra che si salvò, retrocedendo poi l’anno dopo) nessuno mi ha più chiamato…quasi che fare bene sia stato negativo…Ma anche questa è una storia lunga”.

Sbriccoli va di corsa: “Ora però ho nella testa solo la rinascita di Campi, la nostra gente si è rimboccata le maniche e continuerà a farlo, in attesa che qualcun altro si muova”. Il concetto è chiaro: “La rinascita di Campi dipenderà da noi che siamo qui, sta a noi trovare fondi. Noi non vogliamo sopravvivere, ma vivere a Campi, e questo dipende dalla nostra abilità di stare bene in quel territorio. Per farlo, non ci dobbiamo mai fermare: se vuoi cercare di portare alla luce i tuoi, sogni li devi rincorrere”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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