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Camera di commercio Terni, Flamini fra bilanci e sfide: l’accorpamento non può penalizzarci

Economia ed Imprese Terni

Camera di commercio Terni, Flamini fra bilanci e sfide: l’accorpamento non può penalizzarci

Andrea Giuli
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La direttrice Piandoro e il presidente Flamini

TERNI – Finisce l’anno della preparazione all’addio ed entra quello in cui l’addio verrà compiuto nel piantate Camere di commercio.

Camera di commercio unica Il presidente della Camera di commercio ternana, Giuseppe Flamini, ormai non perde occasione, tra un misto di amarezza e disappunto, per sottolineare sempre più insistentemente che la riforma voluta nel 2014 dal Governo Renzi condurrà nei prossimi mesi anche la Camera di commercio di Terni ad essere di fatto assorbita da quella di Perugia in una nuovo, unico ente camerale regionalizzato e accorpato che avrà inevitabilmente il suo fulcro nella Camera di commercio più grande, quella appunto del capoluogo regionale. Poi, per carità, l’ente camerale ternano non sparirà dalla faccia della terra, ma fatalmente sarà una sorta di ‘ufficio’ distaccato, una sede secondaria.

Flamini mastica amaro “Il 2016 è stato un anno importante – ha detto Flamini durante la conferenza stampa di fine anno, sotto il vigile sguardo del direttore Giuliana Piandoro -perché il 10 dicembre scorso è stato approvato il decreto legge che sancisce la riforma delle Camere di commercio, suggellando un percorso iniziato nel 2014 e che prevede una riduzione dalle 109 Camere di commercio attuali a 60. Per essere autonome, con i nuovi requisiti, le Camere devono avere almeno 70 mila imprese iscritte, altrimenti devono accorparsi regionalmente, per cui noi a Terni non abbiamo via d’uscita e saremo parte della Camera di commercio Umbria, con quella di Perugia”.

L’iter C’è ancora tempo fino al 10 giugno prossimo per rendere operativo l’accorpamento tra le due Camere umbre, dopo di che scatta un ulteriore periodo di 6 mesi utili alla procedura di verifica sulle modalità della regionalizzazione, arrivando così alla fine del 2017. Nel frattempo, all’incirca dal settembre dell’anno prossimo, resteranno in piedi alcuni organi con un commissario che sarà uno dei due direttori attuali delle due Camere di commercio umbre; quindi, ad inizio 2018, ci saranno i nuovi organismi di vertice e l’unificazione sarà effettivamente completa e operativa. La riforma prevede anche nuove funzioni accanto a quelle tradizionali.

Taglio del diritto annuale Tra gli spunti pacatamente polemici di Flamini c’è un suo cavallo di battaglia che gli fa andare per traverso la riforma in questione. Ed è il taglio del 50% (a regime nel 2017) del cosiddetto diritto annuale che le imprese versano all’ente camerale e che rappresenta una delle forme di sostentamento principale delle Camere stesse. “Si tratta più di una operazione di immagine politica – afferma il presidente – che sostanziale. Nel nostro territorio il diritto annuale della piccola imprese fino al 2014 era di 88-90 euro medi annui, che ora diventa di 40-45 euro annui. Quello per le imprese più grandi era di 120 euro e adesso diminuisce a 60. Tutto questo incide praticamente zero nel bilancio delle imprese, ma viceversa incide molto sulle dinamiche camerali, visto che in questi anni la Camera di commercio di Terni ha riversato risorse importante per l’economia del territorio in tutti i settori, specie per le molte micro e piccole imprese che sono la maggioranza, pari al 58% delle imprese aderenti. Dal diritto annuale, abbiamo incassato 3,4 milioni e riversato alle aziende in servizi e attività 3 milioni nel 2014, 1,9 milioni abbiamo erogato nel 2015 e nel 2016, mentre nel 2017 la quota scenderà a circa 1,8 milioni. Tale taglio per noi è stato devastante in termini di risorse che non avremo più da destinare alle pmi”.

Risorse umane  La riforma garantisce la tutela di tutte le risorse umane presenti nelle Camere di commercio, ma bisognerà in parte riconvertirle. “Dovremo andare ad un incastro totale delle due strutture – spiega la direttrice Piandoro – e ci sarà da lavorare in tal senso. Non sono esclusi interscambi, vista la riformulazione dei servizi e delle funzioni. Saranno necessari degli interventi formativi per accompagnare parte del personale in questo cambiamento di pelle, un processo che non sarà nè semplice nè rapido. Basti pensare che la struttura di Terni impiega circa 40 persone e quella di Perugia circa 90.

La sede di Terni, la sfida sui numeri La sede di Terni rimarrà in vita, pur diventando sede secondaria e comunque amministrativa. La Camera di Perugia ha circa 60 mila aziende iscritte e quella di Terni 26 mila circa, per cui gli equilibri e i rapporti sono chiari. “Ma – chiarisce e auspica Flamini – non dovranno essere solo i numeri in tal senso a costituire i parametri in sede di accorpamento. Conteranno anche il numero dei dipendenti delle imprese – basti pensare ai dipendenti che ha Ast – e non solo il numero delle aziende in quanto tali. Le rappresentanze politiche del nostro territorio dovranno dunque incidere nel percorso e negli assetti finali. Poi conterà anche la posizione logistica e qui Terni potrà recitare un ruolo primario in termini di bacino di influenza: Spoleto, Todi, Massa Martana gravitano inevitabilmente nell’influenza ternana. Sono tutte valutazioni che andranno fatte da chi di dovere. Un problema ulteriore saranno poi le rappresentanze delle associazioni di categoria che svolgono da sempre un ruolo nell’ente camerale, ma che ormai nella gran parte sono regionalizzate. Sarà questo un elemento penalizzante per noi”. Anche per tutti questi discorsi è stato istituito un percorso di confronto permanente tra la giunta camerale e quella comunale di Terni, con incontri già avviati.

Attività 2016 “Nel 2016 abbiamo fatto tantissime cose”, dice il presidente. Le pratiche inerenti il Registro imprese sono state 17.700, il 92% delle quali evase entro 5 giorni; emessi 1.300 certificati, 1.266 dispositivi di firma digitale, 5.450 visure. Sul fronte dei rapporti con l’estero, presentati 3 progetti europei, 1.400 certificati di origine, stanziati 80 mila euro per il bando fiere, avviato 4 corsi di inglese commerciale, corsi formativi. Corsi per l’ambiente, migliaia di pratiche per il Mud, la gestione e distribuzione Sistri, la gestione del registro pile. Corsi di formazione per le imprese, per il fisco, per mediatori immobiliari, agenti di commercio, gestori sale gioco. Notevole lo sviluppo del digitale, con le fatture elettroniche per la pubblica amministrazione, laboratori, tirocini, borse. E ancora, una serie di iniziative e progetti per le start up giovanili, per l’alternanza scuola-lavoro, corsi per aspiranti imprenditori. E poi, centinaia di sopralluoghi e ispezioni metriche, verifiche sul bollettino dei protesti, la tutela dei marchi e brevetti con 150 marchi depositati e un Centro sviluppo dedicato. Infine, i marchi di qualità, il Green care, l’edilizia sostenibile, l’internazionalizzazione delle imprese, il premio Fedeltà al lavoro,  55 incontri di conciliazione, tante iniziative di supporto finanziario e di promozione del turismo e artigianato.

Programmi 2017 L’anno che verrà, anche in relazione al processo di regionalizzazione, oltre alle maggiori attività già svolte, vedrà la Camera di commercio ternana particolarmente attiva sul fronte della digitalizzazione delle imprese, dei giovani (orientamento e inserimento al lavoro, start up), dei progetti europei e del mercato estero, della promozione del territorio, della formazione, della tutela del mercato e del consumatore, della valorizzazione del patrimonio culturale, del raccordo tra aziende e pubblica amministrazione.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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