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Buone notizie per l’export umbro, segno più nel 2016 e nel primo trimestre di quest’anno

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Buone notizie per l’export umbro, segno più nel 2016 e nel primo trimestre di quest’anno

Redazione economia
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Operaio in un'azienda metalmeccanica

PERUGIA – Numeri più che confortanti per l’export umbro nel 2016 e nel primo trimestre di quest’anno. Le esportazioni umbre, secondo un’analisi condatta dall’Italian trade agency, hanno continuato a crescere nel 2016 (+0,3%), seppure ad un tasso inferiore sia rispetto alla media nazionale (+1,2%). La quota della regione sul totale delle esportazioni nazionali è rimasta invariata rispetto all’anno precedente allo 0,9%. Dal lato delle importazioni, invece, la dinamica è stata negativa: si rileva una flessione dei valori importati nel 2016 pari al -5,6%, dato questo ben superiore a quello medio (-1,3%).

Settori in crescita Nel primo trimestre del 2017, sia le esportazioni che le importazioni dell’Umbria hanno registrato una forte crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispettivamente del +7,1% e +25%. Si segnalano, in particolare, gli andamenti postivi delle vendite dei prodotti della siderurgia (+35,2%), articoli di abbigliamento (+10,7%) e di tubi, condotti, profilati cavi e relativi accessori in acciaio (+21,9%).

Zone del mondo Con riferimento ai principali mercati di sbocco, nel 2016 i flussi verso l’Unione Europea, area che assorbe una quota pari al 63% delle esportazioni umbre, sono aumentati del 2,8%, ed in particolare in Germania (primo mercato di destinazione) dove si è registrata una crescita del 4,0%. Tra gli altri principali mercati UE si segnalano dinamiche positive delle vendite in Francia (+6,9%) e in Belgio (+9,4%). Inoltre, nel 2016 sono aumentate le esportazioni della regione in America Settentrionale (+3,3%), trainate dalle vendite negli Stati Uniti (+1,9%), secondo mercato di destinazione.

Merci A livello settoriale, nel 2016 le esportazioni umbre di prodotti della siderurgia, primo comparto per importanza, hanno subito un calo del 5,5%, attestandosi in valore a 392,5 milioni di euro. Anche le vendite all’estero di articoli di abbigliamento hanno subito una frenata (-4,1%). Un aumento tendenziale delle esportazioni ha invece interessato, tra i principali, il comparto delle “Altre macchine di impiego generale” (+14,4%), i prodotti delle colture agricole non permanenti (+20,2%), e gli articoli di maglieria (+6,1%).
Dal lato dei servizi l’Umbria ha registrato, per il secondo anno consecutivo, una diminuzione delle vendite all’estero pari al 5,6%, per un valore complessivo di 250 milioni di euro, che rappresenta una quota limitata (0,3%) del totale nazionale. Nel 2016 gli operatori all’esportazione della regione sono stati 2.821 unità, con un valore medio esportato per operatore pari a circa 1,3 milioni di euro.

Province Con riferimento alle singole province, nel 2016 si è osservato un andamento disomogeneo nella dinamica delle vendite all’estero: la provincia di Perugia, che genera circa il 71,4% delle esportazioni complessive regionali, ha registrato un aumento delle stesse pari a circa l’1,0%; di contro le esportazioni della provincia di Terni hanno subito una flessione dell1,4%.

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