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Briccialdi Terni, summit tecnico ma la palla è stata rispedita alla Giunta: soluzione lontana

Politica

Briccialdi Terni, summit tecnico ma la palla è stata rispedita alla Giunta: soluzione lontana

Andrea Giuli
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TERNI – La vicenda Briccialdi si conferma leggermente complicata e tutt’altro che risolta. Stamattina si è tenuto il,previsto confronto, squisitamente tecnico, tra i dirigenti e i funzionari comunali degli uffici competenti e il direttore dell’istituto Briccialdi, Catalucci. La riunione, essendo tecnica, non poteva e non doveva decidere nulla formalmente, ma stamattina sono stati affrontati tutti i punti caldi e fondamentali della delicata contesa tra l’istituto stesso e palazzo Spada. Qualche aspetto si è più o meno chiarito, qualche altro non esattamente. Sta di fatto che i risultati del summit tecnico, con tutte le indicazioni del caso, finiranno sul tavolo della giunta comunale che dovrà assumere le scelte più opportune nei prossimi giorni.

Intanto, ciò che appare certo è che non vi sarà alcuna determinazione dirigenziale a dipanare il bandolo della matassa, ma, appunto, sarà l’organismo politico (Giunta), con ogni probabilità a varare una nuova convenzione, aggiornata ed integrata, in grado di articolare le scelte e i percorsi per il futuro immediato del Briccialdi: il piano di rientro del debito milionario dell’istituto verso il Comune, la sorte dei cinque impiegati amministrativi tuttora distaccati da palazzo Spada e il programma di rilancio del Briccialdi. Una convenzione che passerà poi al vaglio del consiglio comunale.

E, proprio in merito ai cinque impiegati intorno ai quali si sono scatenate feroci polemiche politiche, normative e contabili, la riunione tecnica ha stabilito che dovranno al più presto essere inquadrati stabilmente, ma se dovranno tornare in Comune o restare all’istituto non è dato sapere; lo stabilirà la Giunta e la decisione non sarà secondaria per il Briccialdi, vista la loro indispensabilità per l’attività della struttura di via del Tribunale. È stato poi affrontato il nodo fondamentale dei quattrini. Non solo il piano di rientro di cui sopra, ma i finanziamenti determinanti per la sopravvivenza del Briccialdi. In tal senso, dovrebbero essere abbastanza certi i 200 mila euro che la Regione inserirà nell’assestamento di bilancio, non più come contributo straordinario. L’istituto ha poi fatto richiesta di 400 mila euro alla Fondazione Carit, ma la risposta di quest’ultima è tutta da vedere (fermo restando che la Fondazione esige la presenza di un proprio membro nel cda briccialdiano); quindi, i fondi ministeriali del Miur che l’anno scorso aveva stanziato 300 mila euro per il Briccialdi, ma la cui entità dovrà essere ribadita o meno per il prosieguo. Insomma, la partita è tutta ancora da giocare. Se non la notte, almeno le ferie  d’agosto potranno portare consiglio. Forse.

 

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Andrea Giuli
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