sabato 4 Febbraio 2023 - 09:28
-1.2 C
Rome
- Pubblicità -spot_img
spot_img

Brevetti, l’Italia accelera il passo mentre l’Umbria resta ancora indietro 

I dati dell’ultima analisi svolta da Unioncamere-Dintec: la regione non partecipa al balzo post pandemia della ricerca italiana

PERUGIA – L’Umbria, a differenza del resto del Paese, arranca nella ricerca le cui ‘invenzioni’ pubblicate in Europa crescono del 2 per cento nel 2021 grazie soprattutto alla farmaceutica, biotecnologia e chimica. Emerge dall’ultima analisi svolta da Unioncamere-Dintec. Le domande di brevetto europeo pubblicate in Umbria nel 2021 restano infatti a quota 26, come nel 2020 e 2019, mentre in Italia tra il 2021 e il 2020 sono cresciute da 4.465 a 4.555 (+2 per cento), mentre un aumento ancora più consistente del dato italiano si ha nel confronto 2021-2019 (+7,4 per cento). Di conseguenza, il già flebile peso dei brevetti umbri sul totale nazionale (0,58 per cento nel 2020 e 0,61 per cento nel 2019) si indebolisce ancora, scendendo a 0,57 per cento. L’Umbria nel 2021 registra il risultato peggiore tra le regioni del centro e il 14esimo a livello nazionale. Complessivamente, nel periodo 2008-2021 il peso dei brevetti pubblicati in Umbria (357) sul totale pubblicati nello stesso periodo a livello nazionale (56.479) è stato dello 0,63 per cento, con il massimo toccato nel 2016 (0,79 per cento) e il minimo nel 2010 (0,48 per cento). Un terzo circa del peso che l’economia umbra, in termini di Pil, ha sull’economia nazionale.

In dettaglio, delle 26 domande umbre di brevetto pubblicate nel 2021 ventuno sono state presentate da imprese, una da enti di ricerca e quattro da soggetti privati. A livello di province, 23 domande riguardano la provincia di Perugia e tre quella di Terni. L’analisi per campo tecnologico mostra che nel 2021 in Umbria il campo delle “necessità umane” e quello delle “tecniche industriali e trasporti”, con 16 brevetti pubblicati, assorbono oltre il 60 per cento della capacità inventiva umbra del ‘made in Italy’. Due brevetti riguardano invece la “chimica e metallurgia”, due l’elettricità e uno la fisica. Nella regione quasi un brevetto ogni nove si riferisce alle Ket (Key enabling technologies), le tecnologie – il biotech, la fotonica, i materiali avanzati, la nano e la microelettronica, le nanotecnologie e la manifattura avanzata – che la Commissione europea considera abilitanti a tutti gli effetti, grazie alla loro diffusione pervasiva in tutti i settori di attività. Un dato anche qui molto basso, visto che nella media nazionale si riferisce alla categoria Ket un brevetto su cinque.

Le difficoltà

Quanto alle tecnologie green, l’Umbria nel 2021 conta un solo brevetto. “I dati sulle domande umbre di brevetto europeo – ha commentato il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – non sono certo esaltanti, confermando e anzi aggravando la situazione precedente. Si tratta di un tema di grande rilevanza perché evidenzia – cosa non nuova, peraltro – le difficoltà del sistema produttivo umbro a salire nei livelli di competitività e di crescita potenziale, trainata dalle nuove tecnologie. Ciò impone di moltiplicare gli sforzi per incentivare il sistema economico regionale a mettersi su una prospettiva solida di modernizzazione e innovazione, in cui le ‘invenzioni’ giocano un ruolo cruciale. Un tema che è già al centro dell’azione delle Istituzioni, ma la cui azione operativa va indubbiamente rafforzata. La Camera di Commercio dell’Umbria farà, come sempre, la propria parte, conscia che in una regione che vanta una presenza universitaria significativa, la sfida può essere certamente difficile ma non improba”.

- Pubblicità -spot_img

More articles

Ultime Notizie

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img

Ultima Ora

[hungryfeed url="http://www.agi.it/cronaca/rss" feed_fields="title" item_fields="title,date" link_item_title="0" max_items="10" date_format="H:i" template="1"]