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Break the Chain, a Perugia si dice NO alla violenza di genere

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Break the Chain, a Perugia si dice NO alla violenza di genere

Redazione
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foto di Francesca Boccobella

PERUGIA – Al via oggi, 14 febbraio, One Billion Rising, la più grande “azione di massa” mondiale per denunciare la violenza di genere alla quale, per il quinto anno consecutivo, anche Perugia aderisce. In questo 2017 il capoluogo umbro fa proprio l’appello delle associazioni che vogliono dar voce alle donne sopravvissute che trovano il coraggio di denunciare la violenza e alle vittime di femminicidio, che non hanno più voce:  si vuole ricordare che è in corso il processo per l’uccisione di Raffaella Presta a carico del marito reo confesso Francesco Rosi, e che Rete delle donne AntiViolenza, Centro per le Pari Opportunità delle Regione Umbria e Libera…mente Donna si sono costituite parte civile, per riaffermare che ogni violenza contro una donna rappresenta una violenza contro tutte le donne, e per supportare la famiglia della vittima. È in corso inoltre il processo per le violenze brutali subite da una ragazza della nostra città alla vigilia di Natale 2011, processo che ha subito rallentamenti e che a tutt’oggi corre il rischio di prescrizione. È inaccettabile che donne vittime di violenza e donne sopravvissute alla violenza non ottengano giustizia. È necessario dimostrare che non è inutile affidarsi allo Stato e che si può arrivare ad una sentenza certa.

Break the Chain  – Anche oggi alle ore 17.30, insieme alla tradizionale coreografia sulle note di Break the Chain, in corso Vannucci si danzerà la versione nata proprio a Perugia, che integra con la danza la Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.) e che ha ricevuto i complimenti dell’ideatrice della campagna, la scrittrice statunitense Eve Ensler. Rendendo visibile una disabilità invisibile come la sordità, si sottolinea la necessità dell’accessibilità alle informazioni e ai servizi per una reale tutela delle donne disabili che subiscono violenza.

One Billion Rising è “la più grande azione di massa concepita nella storia umana per porre fine alla violenza sulle donne” (www.onebillionrising.org). Campagna planetaria partita dagli Stati Uniti, coinvolge donne e uomini di oltre 200 paesi del Mondo, invitando tutti ad un gesto simbolico che catalizzi azioni concrete, e nel 2017 fa appello alla solidarietà contro lo sfruttamento delle donne. Dalla prima edizione 2013, a Perugia coinvolge centinaia di persone, che si sono incontrate sui social e in scuole di danza aperte alla città per le prove e che si riuniscono in corso Vannucci il 14 febbraio di ogni anno per evidenziare temi attraverso la danza. Per far questo si è formata una rete di associazioni e persone che contribuisce a diffondere sul territorio una cultura di contrasto alla violenza di genere.

“OBR Perugia  – si legge in una nota – sostiene la necessità di leggere il fenomeno della violenza sulle donne come discriminazioni di genere, declinate come violazioni dei diritti umani, forme di violenza fisica e psicologica che costituiscono il principale ostacolo al godimento dei diritti fondamentali della persona e avallate da una cultura maschilista dominante. Si rende ancora necessario rivendicare la necessità dell’effettivo funzionamento dei servizi di prevenzione e assistenza come i Consultori, il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo, ribadendo come l’unico soggetto legittimato a decidere sulle proprie scelte sessuali e riproduttive sia la donna stessa, oltre al sostegno ai Centri Antiviolenza, e garanzie di pari opportunità tra i generi. Vogliamo ricordare che l’obiezione di coscienza negli ospedali (con una media del 70% in Italia) impedisce di fatto alle donne di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, come succede ora per l’ospedale di Foligno, dove l’unico medico non obiettore si è trasferito e il servizio è stato sospeso. Inoltre la mancata attivazione dei protocolli impedisce alle donne di accedere all’aborto terapeutico. Si invita inoltre alla partecipazione allo sciopero globale delle donne produttivo e riproduttivo previsto per l’8 Marzo, con una campagna internazionale lanciata dal movimento “Non Una Di Meno” che vede l’adesione di donne appartenenti a 20 Nazioni diverse”.

Le realtà di Perugia che, ad ora, aderiscono e contribuiscono alla realizzazione di OBR sono Rete delle Donne Anti Violenza, Il Coraggio della Paura, Libertas Margot, Io Ascolto – Sportello Antiviolenza Assisi, Compagnia Degli Gnomi, Onnivora / Biancochiaro, Centrodanza Spazio Performativo, LaAV Letture ad alta voce, Corsia Of, Musical Academy Perugia, Dance Gallery – Centro Civico Danza, MoSE onlus – Movimento Sordi Eguaglianza.

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