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Bastia Umbra, cocaina siniffata e venduta al bar: Polizia smantella banda di spacciatori

Cronaca e Attualità

Bastia Umbra, cocaina siniffata e venduta al bar: Polizia smantella banda di spacciatori

Alessandro Minestrini
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BASTIA UMBRA – Sì è chiusa all’alba di ieri un’articolata ed intensa attività investigativa condotta dagli uomini dell’Ufficio Anticrimine del Commissariato di Assisi, diretto dal Vice Questore Aggiunto  Francesca Di Luca, che ha portato a smantellare la banda di spacciatori e alla chiusura di un noto locale di Bastia Umbra, divenuto ormai da tempo ritrovo abituale per lo spaccio e consumo di cocaina.

Gli investigatori, grazie a servizi di appostamento e osservazione , nel dicembre scorso hanno scoperto che alcuni giovani già noti alle Forze dell’Ordine perché assuntori abituali di sostanze stupefacenti, si ritrovavano all’ora dell’aperitivo o del cocktail notturno nei locali del bar.

E’ iniziata così un’ importante attività investigativa sviluppata oltre che con i tradizionali strumenti di investigazione con quelli ad avanzata tecnologia. Grazie non solo alla raccolta di preziose informazioni testimoniali, ma anche all’attività di intercettazione telefonica e ambientale audio/video, è stato possibile infatti incastrare gli autori di quella che potrebbe essere definita la creazione di una vera e propria “piazza virtuale di spaccio”.

La “merce” richiesta dagli avventori/assuntori, all’interno del locale, era sempre in qualche modo disponibile. Presa la droga, per sé o per il gruppo degli amici, si entrava in un luogo sicuro come il bagno, all’interno del quale si aveva tutto il tempo di preparare e consumare la propria dose di “sballo”.

Si poteva “sniffare” da soli, in gruppo, con la fidanzata, addirittura portandosi dietro il bicchiere dell’aperitivo, e anche più volte nell’arco della serata. Gli habitué entravano nell’antibagno quasi sempre già in possesso dello stupefacente, in tasca, nel portafogli o dentro il solito pacchetto di sigarette da 10 utilizzato come vero e proprio vettore per lo stupefacente. La droga, contenuta in involucri di cellophane, veniva disposta sulla mensola per essere preparata con l’ausilio di una scheda rigida tipo carta di credito oppure sullo smartphone. La dose veniva poi inalata attraverso cannucce o banconote arrotolate. Per raccogliere i residui venivano strofinate le sigarette dopo averle precedentemente inumidite con la saliva.

A volte, la cocaina veniva trovata dal consumatore direttamente sulla mensola dell’antibagno, già pronta per essere assunta, lasciata a disposizione dal cliente che usciva subito dopo averne consumato la propria parte oppure veniva nascosta all’interno dell’armadietto, vano caldaia, per essere successivamente ritrovata dal cliente in coda che entrava in bagno appositamente per consumare la dose. Insomma un vero e proprio paradiso per i consumatori abituali che potevano darsi alla droga e all’alcol in piena libertà, in un locale alla moda, frequentato dai propri coetanei, insieme alla propria comitiva e vivere la propria serata nello stesso locale dove poter iniziare e concludere il proprio sballo, senza incorrere in alcun rischio compreso quello di eventuali controlli da parte delle Forze dell’Ordine.

Questo ha comportato, d’altra parte, non poche difficoltà per la Polizia. Nel corso dell’attività illecita è emerso tuttavia incontestabilmente che all’interno del locale di poco meno di un mese, ci sono state circa 130 consumazioni e una decina di cessioni di sostanze stupefacenti documentate, più di 30 i consumatori identificati, che saranno segnalati alla Prefettura per i provvedimenti del caso. Ai due gestori del bar è stato contestato inoltre il reato di cui all’art. 79 del DPR 309/90 per aver adibito il locale da loro gestito a ritrovo per il consumo di sostanze stupefacenti. I due, di 32 e 33 anni, infatti non si limitavano con la loro condotta omissiva a tollerare l’attività di spaccio e consumo che avveniva quasi alla luce del sole, ma vi partecipavano attivamente agevolandola e contribuendo alla prosecuzione della stessa, garantendo non solo agli spacciatori ma anche ai consumatori l’ambiente più confortevole e sicuro per l’attività illecita.

Visti gli esiti dell’attività indagine, all’alba di stamani gli agenti hanno eseguito nei confronti dei due gestori del locale l’ordinanza del GIP di Perugia, con la quale è stata disposta a carico dei predetti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Inoltre, ritendendo che la libera disponibilità del bar potesse consentire il protrarsi dell’attività illecita è stato contestualmente disposto il sequestro preventivo del locale. Irreperibili, al momento, due stranieri, raggiunti da misura cautelare di detenzione in carcere per spaccio di stupefacenti.Sono stati rintracciati due giovani, un 33enne di Bastia Umbra e un 28enne di Cannara, clienti assidui del bar, indagati in stato di libertà perché resisi responsabili anch’essi dell’attività di spaccio di cocaina all’interno del locale. Le indagini sono ancora in corso.

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