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Pasqua, Bassetti: “Dopo la sofferenza, tornerà la primavera e la speranza”

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Pasqua, Bassetti: “Dopo la sofferenza, tornerà la primavera e la speranza”

Redazione
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La messa di Pasqua
La messa di Pasqua

PERUGIA – “Non mi era mai capitato di celebrare una Pasqua in queste condizioni, senza la presenza del popolo di Dio. Cari fratelli e sorelle per vedervi tutti dovevo chiudere gli occhi. Ma con la grazia di Dio il prossimo anno la Pasqua tornerà ad essere diversa”. Sono le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, pronunciate venerdì sera al termine della messa di Pasqua, celebrata in duomo senza fedeli a causa delle restrizioni sociali, ma trasmessa in diretta tv e social. Bassetti lancia un messaggio di speranza: “Piano piano dobbiamo cominciare a ricostruire. Questo è un terremoto sordo, un terremoto che non ha fatto macerie, ma è un virus che è andato anche più a fondo, non solo nella carne di tanti fratelli, anche nello spirito. E’ stato capace di avvilire tante persone e bisogna ripartire, come ogni volta che ci siamo trovati dinanzi a qualche tragedia. Bisogna ripartire. Mi hanno inspirato alcune rondini che ho visto girare attorno alla chiesa dei Filippini. Ho pensato, la Primavera è venuta. E arriverà anche la Primavera della ricostruzione, in cui tutti potremo riabbracciarci e darci le mani senza il pericolo di contagiarci”.

Il cero pasquale  “Con il cero pasquale – ha proseguito il cardinale nella sua omelia–, la speranza si riaccende e la speranza cristiana non è un’illusione: è una persona viva, è il Risorto! E Cristo Risorto è la luce del mondo, capace di abbattere ogni tenebra. Pasqua: passaggio dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce. È vero che soprattutto – ha sottolineato – in questo periodo ci sentiamo oppressi dalla fatica del vivere, ma la nostra vita è chiamata a partecipare alla Risurrezione di Cristo. Cristo Risorto ci aiuta ad uscire fuori dal sepolcro del nostro egoismo, che uccide più della morte. Cristo Risorto ci aiuta a uscire fuori dalla nostra superbia, dalla presunzione di sentirci meglio degli altri. Cristo Risorto ci dice che la gioia della vita sta nell’amore disinteressato e nel donare. Cristo Risorto ci aiuta ad abbattere la tomba del pregiudizio, e del dito sempre puntato verso gli altri”.

Strappare  “Gesù, dopo la Tua morte, scendesti agli inferi, il luogo della dimora dei morti, per prenderli e portarli nel tuo paradiso; mediante la tua Pasqua di Risurrezione, continua a scendere negli inferni di questo mondo, per strappare dalle mani della morte i fratelli e le sorelle, aggrediti dal male e abbattuti da questa spietata pandemia. Conduci in cielo le anime dei troppi caduti, con le parole che rivolgesti dall’alto della croce, a chi era crocifisso con te: “oggi sarai con me in paradiso”».

Non abbiate paura.  “Pasqua, il giorno più felice, perché fatto dal Signore, impensabile per noi uomini – ha sottolineato il cardinale –. Perciò, fratelli, non lasciate che i nostri animi si intristiscano. Nutrite i vostri spiriti – ha rimarcato – nella fiducia del bene, e abbiate sempre il coraggio di esserne i promotori. E per voi più poveri, per voi che avete subito le ingiustizie degli uomini, per voi che ora piangete, per voi che avete fame e sete di giustizia, per voi che volete essere operatori di pace, il Risorto, statene certi, continuerà a cantare le beatitudini evangeliche. Ricordate cosa disse l’Angelo alle donne, che di buon mattino si erano recate al sepolcro? “Non abbiate paura, voi cercate Gesù Nazareno, il Crocifisso. È risorto, non è qui”. È il Vangelo della Resurrezione”.

Rimuovere “La Resurrezione è un annuncio che scuote l’intera esistenza degli uomini – ha ricordato il presule –. La scuote da capo a fondo per ridarle un nuovo volto: rimuove le pietre pesanti che gravano sui nostri cuori per renderci liberi, illumina il buio che grava sulla nostra vita per manifestare il chiarore della misericordia… “Cristo è Risorto, veramente è Risorto!”, anche se la nostra cattedrale è vuota e questo è una immensa pena nel mio cuore”.

Non mancherà  “Buona Pasqua, alla città di Perugia, alla Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. A tutte le istituzioni, cominciando dai sindaci, ai sacerdoti, ai consacrati, ai giovani, ai carissimi ragazzi, alle famiglie, ai malati, ai carcerati, ai poveri. A chiunque si trovi in difficoltà economica non vogliamo far mancare il nostro aiuto e la nostra solidarietà – ha concluso il cardinale –. A tutti coloro che sono impegnati in politica, a tutte le persone di buona volontà che si impegnano per il bene comune, sappiate che la Chiesa vi sostiene con la sua preghiera e la sua carità. Diceva un saggio maestro di vita spirituale: da soli noi siamo soltanto capaci di perderci, ma insieme a Cristo saremo certamente salvati”.

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