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Banche: promosse 4 su 5, bocciata solo Mps

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Banche: promosse 4 su 5, bocciata solo Mps

Redazione economia
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Rocca Salimbeni a Siena, sede di Mps

MILANO – Quattro delle cinque principali banche italiane comprese nel campione Eba mostrano una buona tenuta, all’esito degli stress test. Lo comunica la Banca d’Italia. Per UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Ubi Banca, l’impatto ponderato sul capitale (Cet1) derivante dallo scenario avverso è pari a 3,2 punti percentuali a fronte del 3,8 per cento della media del campione Eba. Bocciata, invece Mps, che si rivela la peggiore tra le 51 banche europee coinvolte nella nuova verifica sulla solidità patrimoniale: se si realizzasse lo scenario economico avverso definito dall’Eba (l’ente bancario europeo) per gli stress test 2016, il cet1 del Monte dei Paschi di Siena passerebbe da un cet1 nel 2015 del 12,01% a un cet1 a -2,23% nel 2018. Se si tiene conto delle nuove misure regolamentari che entreranno definitivamente in vigore entro il 2019 arriverebbe a -2,44%. Tra i 51 istituti sottoposti dall’eba allo stress test, Mps è la banca che evidenzia la situazione peggiore con un cet1 in caduta del 14,23% (di 14,51% se si tiene conto delle misure regolamentari al 2019).

Comprendendo anche il Monte dei Paschi, l’impatto sarebbe, in termini ponderati, di 4,1 punti percentuali, contro il 3,8 della media Ue. Questo significa che le cinque banche italiane sottoposte allo stress test dell’Eba in termini aggregati avrebbero un cet1 aggregato in condizioni di uno choc economico molto negativo pari al 7,7%. Il cet1 aggregato per le banche austriache sarebbe del 7,3%, per quelle irlandesi del 7,5%, per quelle britanniche dell’8,5%, per quelle spagnole dell’8,6%, per quelle tedesche del 9,5%, per quelle francesi 9,7%. La media delle 51 banche è del 9,4%.

Nel loro insieme il sistema bancario europe ha superato l’esame. “Gli stress test mostrano i benefici del rafforzamento di capitale fatto sino ad ora che si riflettono nella resistenza del sistema bancario europeo a un grave shock”. Lo ha detto Andrea Enria, italiano alla guida dell’Eba, a margine della presentazione a Londra dei risultati dello stress test su 51 istituti europei. Ma il quadro non offre “un certificato di buona salute” e “c’è ancora del lavoro da fare”. Positivo anche il giudizio della Bce. “Le banche dell’Eurozona, nel corso degli stress test condotti dall’Eba, hanno mostrato una maggiore capacità di assorbire shock economici rispetto all’esercizio condotto nel 2014. I risultati degli stress test, sottolinea la Bce, “dimostrano che le banche dell’area dell’euro sono diventate più resistenti” e che “le attese in termini di richieste di capitale di vigilanza resteranno nel complesso stabili rispetto al 2015”.