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Bagno di folla per gli olimpionici della Sir: “Ora diamoci sotto con il campionato”

Cronaca e Attualità

Bagno di folla per gli olimpionici della Sir: “Ora diamoci sotto con il campionato”

Redazione sportiva
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Un momento della conferenza (foto De Angelis)

di Cecilia De Angelis

PERUGIA – Una medaglia d’argento in tasca e tanta voglia di vincere ancora.
Un rientro da campioni quello dei ragazzi della Sir Safety Perugia, accolti da una folla di persone alla conferenza tenutasi presso gli Autocentri Giustozzi, tornati vittoriosi dalle olimpiadi di Rio de Janeiro.
«È andata bene – afferma il presidente Sirci parlando dell’olimpiade – ma poteva andare meglio, è una medaglia persa ma i ragazzi hanno ancora un anno per migliorare e soddisfare il loro animo “incompleto”. Certo è che questa medaglia rappresenta un qualcosa di grande per la stagione perugina».
«Ovviamente l’oro olimpico è la massima aspirazione per ogni giocatore e per un’atleta rappresenta un’emozione che non si può dimenticare», sostiene il direttore sportivo della Sir Goran Vujevic, vincitore a Sidney della medaglia d’oro.
Numeri da record per la pallavolo alle olimpiadi, che è stato lo sport più seguito e commentato sui social, grazie alla nostra nazionale e ai nostri ragazzi che hanno trasmesso la loro energia e la loro voglia di vincere anche ai telespettatori a 9mila chilometri di distanza. Grazie anche ai ragazzi della nazionale che hanno postato foto, frasi e video, dentro e fuori dallo spogliatoio, facendoci sentire con loro.
Uno di quelli più presente nel social è stato sicuramente Simone Buti, centrale della Sir Safety, che commenta così la sua olimpiade: «Eravamo concentrati a chiudere il prima possibile il punto e l’emozione che ci ha travolti nell’attimo successivo è stata “travolgente”, nel senso letterale del termine visto che Ivano (Ivan Zaytsev) mi si è buttato addosso, di sicuro è un momento che non dimenticheremo mai».
Interviene emozionato Zaytsev che dichiara di non veder l’ora di iniziare la nuova stagione con la squadra perugina, «sono molto carico ed entusiasta dopo Rio, la pallavolo è il secondo sport più seguito dopo il calcio e pur avendo poca visibilità ha riscosso un grande successo in questa olimpiade, la finale ha fermato un paese intero. Abbiamo voluto trasmettere la nostra grinta e il nostro entusiasmo in campo anche agli italiani e la trasmetteremo la nostra carica di nuovo vestendo la maglia della Sir».
«La prossima olimpiade sarà un progetto ambizioso – afferma Emanuele Birarelli, capitano della Nazionale – il 2020 è lontano e al momento non ho progetti così in avanti, ma vedremo. Le cose si costruiscono pian piano, ad esempio nei 20 giorni prima della partenza per Rio non stavamo giocando così bene, ma eravamo un gruppo e ci sentivamo di poter dare di più, con forza ed umiltà, anche da parte dei ragazzi più piccoli, come Simone Giannelli (palleggiatore classe ’96 .ndr) e con il “cappotto” fatto alla Francia alla prima partita abbiamo acceso la  miccia che era latente in noi».
Un grande risultato si costruisce con un grande lavoro, vince chi gioca meglio ed in finale tutti i ragazzi hanno riconosciuto di aver regalato forse un po’ troppo, commettendo errori per l’emozione o forse anche per la stanchezza. Il  Brasile ha fatto un’ottima partita, giocando bene e senza remore, la sfida ha preso un’altra direzione, ma possiamo solo essere contenti di questo risultato perché giocato alla grande.
Una collezione di campioni olimpici quella della Sir Safety quest’anno, anche Aaron Russel, vincitore della medaglia di bronzo con gli USA, gioca infatti nella squadra perugina. «E’ stata una grande occasione, sono fiero di giocare con questa squadra di campioni a livello mondiale, la sfortuna degli Stati Uniti è stata incontrare l’Italia, se ci fossimo incontrati in finale sarebbe stata una grande sfida perché l’Italia è un grande team, quindi i miei complimenti vanno ai miei compagni di squadra perugini».
Ma è stata un grande olimpiade anche per l’Argentina, come fa presente Luciano De Cecco «in Argentina abbiamo fatto passi avanti nella pallavolo, è stato lo sport più seguito e già questa è una vittoria; sono così concentrato sulla nuova stagione perugina che mi ero quasi dimenticato delle olimpiadi».

Tralasciando per un attimo il discorso olimpiadi, il presidente Gino Sirci pone l’attenzione sulla vicenda che riguarda più da vicino la città di Perugia e la squadra, quella ancora irrisolta del Palevangelisti: «Stiamo cercando di far capire ai dirigenti della città che questo sport e questa squadra meritano molto di più, un qualcosa alla loro altezza. La tribuna in più ci è stata promessa e speriamo che il palasport venga restaurato al più presto, dobbiamo pretendere che diano una “casa normale” per lo sforzo e l’impegno che ognuno di noi ha, perché è giusto che Perugia abbia, in nome dello sport e dello spettacolo, una struttura adeguata. Bisogna celebrare questo sport, per il fair play che esiste, per i nostri tifosi, per il rispetto e lo spirito di squadra. L’hanno rinominata “tribuna della vergogna”, io mi auguro che i lavori di restauro inizino al più presto come promesso».

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