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Terni, Azienda ospedaliera: il dg Dal Maso traccia il bilancio del triennio

Cronaca e Attualità Terni

Terni, Azienda ospedaliera: il dg Dal Maso traccia il bilancio del triennio

Redazione
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TERNI – Al traguardo dei tre anni di mandato, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni, Maurizio Dal Maso ha tracciato il bilancio. Sul piatto l’andamento del piano di riorganizzazione e delle attività del triennio e il lavoro svolto. Per l’occasione è stato anche presentato quanto emerso da un i di un sondaggio di opinione telefonico effettuato all’inizio di marzo su un campione di cittadini residenti nella provincia di Terni, al fine di misurare la percezione della qualità dell’attività e delle prestazioni della struttura ospedaliera ternana con riferimento ai cambiamenti introdotti negli ultimi tre anni.

L’ospedale che cambia.  “Dal  2016 – ha spiegato il dg Maurizio Dal Maso – le azioni della direzione aziendale si sono concentrate su due fronti che rappresentano il contenitore e i contenuti, il fattore ‘hard’ e quello ‘soft’ di una organizzazione: da un lato la prosecuzione delle attività di ristrutturazione e riqualificazione della struttura ospedaliera e il rinnovamento tecnologico; dall’altro lato l’avvio dei cambiamenti organizzativi e dei nuovi modelli clinico-assistenziali, che in poco tempo hanno migliorato gli indicatori di efficacia ed efficienza, iniziando a far crescere i livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni, a consolidare un solido rapporto di fiducia con i cittadini di Terni e dell’Umbria e ad esercitare una attrattività ancora più elevata nei confronti dei cittadini di altre regioni”.  Infatti, con quasi 26 milioni di ricavi, il Santa Maria di Terni è l’azienda in Umbria che attrae la più alta mobilità attiva extraregionale, che in termini di percentuale sul fatturato raggiunge il 31,4% rispetto al 26,7% dell’azienda ospedaliera di Perugia e del 20-21,9% delle aziende Usl Umbria 1 e 2.

Dal Maso ha illustrato le linee guida che hanno guidato la riprogettazione organizzativa: priorità, centralità della soddisfazione dei bisogni, equità di accesso,  sostenibilità economica,  logica innovativa di semplificazione e di miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura.

I dati. In termini di risorse, è cresciuta la dotazione del personale medico-infermieristico e di tutte le professioni sanitarie, passando da 1.627 unità nel 2014 a 1.666 unità alla fine del 2018, contro le 1.864 unità attese al 2020 in base al fabbisogno concordato con i sindacati e comunicato alla Regione.  Inoltre, nel rispetto dei limiti imposti dalla vigente normativa, i posti letto sono cresciuti passando da 541 nel 2014 a 554 nel 2016 a 578 nel 2018 (di cui 533 ordinari e 45 in regime di day-hospital e day surgery). In crescita del 16,5% rispetto al 2015 il volume della attività specialistica ambulatoriale, dell’1% rispetto al 2017 il numero delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e del  2,8% quelle di Pronto soccorso, che nel 2018 ha registrato 44.442 accessi di cui il 2,9 % con codice rosso, il 25,2 % con codice giallo e il resto con codice verde e bianco (60,1 + 11,9%) a testimonianza della inappropriatezza di accessi di cui si fa carico la struttura ospedaliera.Nonostante la carenza di anestesisti e la riduzione di circa 400  sedute operatorie, la riorganizzazione dei blocchi operatori ha consentito di mantenere stabili le attività di sala operatoria, con 19.866 interventi (solo 70 in meno rispetto al 2017), un numero medio di interventi per seduta che è passato da 3,28 a 3,54 e una generale riduzione delle liste operatorie, dovuto anche all’istituzione del CUR, la centrale unica di ricovero che governa tutto il percorso delle attività chirurgiche programmate, dalla pre-ospedalizzazione alla post-acuzie e dimissione.  “Inoltre,  in base ai monitoraggi ministeriali basati sugli indicatori del MeS e sul PNE (Piano  Nazionale  Esiti) dell’AGENAS – dice il Dg Dal Maso –  per la prima volta, nella sua storia, l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni nel 2018 è risultata totalmente adempiente rispetto alla valutazione dei volumi della qualità e degli esiti delle cure, ovvero abbiamo prodotto tutti i ‘chili.’ di salute attesa per la popolazione di riferimento”.

Indagine telefonica. Secondo l’indagine telefonica che MG Research S.r.l. ha effettuato (con metodologia CATI) nella prima settimana di marzo di quest’anno su un campione di 400 cittadini residenti della provincia di Terni di età superiore ai 15 anni, l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni gode di una  buona ‘reputation’ tra i cittadini: il 75,3% degli intervistati esprime un giudizio positivo e tra questi il 20,3% la reputa una struttura eccellente, di pari livello (27,3%) o superiore (42,0%) agli altri ospedali della regione, in particolare per quanto riguarda Cardiologia e la Cardiochirurgia (49,8%), Neurologia e Neurochirurgia (14,8%), Oncologia (13,5%).

‘Qualità’ e ‘preparazione’ sono le caratteristiche che vengono attribuite spontaneamente dagli intervistati alla struttura Santa Maria,  che viene percepita come un ospedale efficiente (78,8%), con prestazioni di elevato standard qualitativo (75,0%)e di alta specializzazione (73,3%) e dove viene garantita la centralità del paziente (71,8%). Giudizi positivi vengono espressi anche sul fatto che sia un punto di riferimento e da coloro che hanno avuto a che fare con l’ospedale nell’ultimo triennio

 

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