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Emanuele Conti campione europeo di kettlebell dopo il cancro: “Vietato arrendersi”

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Emanuele Conti campione europeo di kettlebell dopo il cancro: “Vietato arrendersi”

Redazione sportiva
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AVIGLIANO UMBRO – In un libro ha raccontato la sua storia, quella di atleta capace di sconfiggere il cancro e tornare in pista, più forte di prima, sino a vincere un campionato Europeo. “Life strong- Dal cancro al Master Sport” (Calzetti e Mariucci, 127 pagine, 12,75 euro, prefazione del giornalista Massimo Colonna) racconta la vita e la carriera sportiva di Emanuele Conti, figlio del sindaco di Avigliano Umbro, Luciano ed atleta di kettlebell una disciplina sportiva poco conosciuta ma in grande crescita, che unisce il sollevamento pesi alla corsa attraverso uno strumento particolare.

Conti, che oggi vive a Sesto San Giovanni dove si divide fra l’insegnamento dell’educazione fisica e la carriera da preparatore atletico della juniores nazionale della Pro Sesto, lo scorso ottobre si è laureato campione d’Europa e lo ha fatto aver sconfitto una neoplasia al testicolo ed aver subito l’asportazione dello stesso. Della storia si era interessato nei giorni scorsi anche il quotidiano Avvenire.

La malattia. Conti è stato uno dei pionieri della disciplina in Italia: “Cercavo un allenamento che potesse allenare sia la forza, sia l’aspetto cardiovascolare e così guardando su internet, nel 2007 mi sono imbattuto in questa disciplina portata negli Usa da un tecnico russo ed introdotta in Italia nel 2000 da Oleh Ilika oggi presidente della Fiks (Federazione Italiana Kettlebell Sport). Nel 2010 ho fondato la Umbria KTC che oggi festeggia 10 anni”. Un decennio costellato di successi nazionali ed internazionali. Ma la gara più difficile, Conti l’ha vinta contro il cancro: “L’ho scoperto per puro caso, a metà del 2015  – spiega – sono andato a fare l’ecografia ad un ginocchio dopo una caduta ed ho fatto anche un controllo su un vecchio varicocele. Il medico ha scoperto qualcosa di sospetto e da lì mi ha mandato subito a fare una visita specialistica”. La diagnosi è stata chiara: neoplasia al testicolo. Conti comincia la cura, ma non ferma l’attività sportiva. Va avanti e si allena con costanza sino al giorno dell’intervento.

Sfidare la malattia, sconfiggerla e poi tornare più forte di prima, talmente tanto da salire sul tetto d’Europa. Emanuele Conti, atleta originario di Avigliano Umbro (Terni), 36 anni, insegnante di educazione fisica ed attuale preparatore atletico della juniores nazionale della Pro Sesto, è una delle eccellenze sportive italiane. Lo scorso ottobre si è infatti laureato campione d’Europa di kettlebell, una disciplina sportiva poco conosciuta ma in grande crescita, che unisce il sollevamento pesi alla corsa attraverso uno strumento particolare, la ghiria. E lo ha fatto dopo aver sconfitto una neoplasia al testicolo ed aver subito l’asportazione dello stesso: “Eccezion fatta per le tre settimane che hanno seguito l’operazione, ho sempre proseguito a fare quello che facevo, perché mi dava forza per superare quel momento. E’ stata molto dura e difficile, ovviamente ma questo sport mi ha aiutato molto facendomi conoscere il significato della parola resilienza”.

Il ritorno alle gare. Nel mese di Giugno si sottopone ad un ciclo di chemioterapia e ad agosto dello stesso anno è già in pedana per la prima gara. Da lì al ritorno alle vittorie il passo è breve. Vince in sequenza due titoli italiani, uno nella specialità classica (gare da 10 minuti con due attrezzi) che nella maratona (un’ora di ripetizioni con la ghiria da 32 chili). E non solo: “Nel 2017 ho raggiunto il titolo di Master Sport, arrivando a compiere 780 ripetizioni in 60 minuti con la ghiria e nell’ottobre scorso ho conquistato in Ucraina il titolo di campione europeo”.

Il libro. A questo punto Conti decide di raccontarsi: “Non parlo mai del mio privato – dice – ma stavolta ho voluto mettere su carta la mia vicenda umana e sportiva, erché fosse da spinta emotiva per altre persone che soffrono, volevo che passasse il messaggio che di fronte alle difficoltà non bisogna arrendersi ed invece lottare sino alla fine, perché poi ci si rialza. La scelta di devolvere tutto in beneficenza è anche un modo per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla mia rinascita”. Il ricavato del libro, che sarà tradotto anche in inglese  va interamente ai reparti di oncologia degli ospedali italiani. . Finora   la somma raccolta durante il tour di 20 tappe della presentazione del libro  di 5600 euro ed è stata devoluta a favore di onlus dei nosocomi di  Terni, Lecce e dek Bambino Gesù di Roma: “Ma non ci fermiamo certo qui”, conclude.

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