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Avanguardie artistiche del ’68, se ne parla a Perugia

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Avanguardie artistiche del ’68, se ne parla a Perugia

Redazione cultura
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PERUGIA – Nuovo appuntamento targato “Umbrò Cultura” da Umbrò a Perugia che il prossimo 28 novembre alle ore 18.30 ospiterà un incontro che avrà per oggetto di nuovo il “Sessantotto”, esaminato, però, stavolta, da un punto di vista storico-artistico. L’accento sarà posto sulle implicazioni sociali dei linguaggi artistici d’avanguardia durante le contestazioni sessantottine. A parlarne, nell’alveo di un seminario dal titolo “Possedere la rivoluzione. Avanguardie artistiche negli anni delle contestazioni sociali” sarà Andrea Baffoni, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Perugia, direttore della rivista «Contemporart» ed esperto di futurismo e di avanguardie del secondo Novecento. La rivoluzione sociale del Sessantotto ha coinciso con la diffusione di linguaggi artistici d’avanguardia che mettono in luce la valenza sociale dell’opera, a scapito del suo valore commerciale. Land Art, Minimal Art e Arte povera rappresentano la risposta al proliferare dei linguaggi Pop, in contrapposizione con quelle culture e in contrasto al radicamento delle culture di massa. Non è un caso, allora, che l’anno delle contestazioni sociali e dei moti studenteschi si apra, fra le altre opere, con l’esposizione di Xerox Book del critico-artista-gallerista Seth Siegelaub, alla quale ha partecipato una quindicina di artisti, mettendo in essere l’idea di editare opere collettive sotto forma di volumi realizzati con xerocopie. Lungo questi binari, fra le altre correnti, si è snodato il concettualismo, con opere d’avanguardia che fanno leva sulla sparizione di oggetti da contemplare, esibendo, più che opere, delle tracce. Una non troppo velata contestazione. Artistica.

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