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Ast, videocall al Mise, Burelli: “Scorporo da Tk ad ottobre, tempi lunghi per la vendita”

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Ast, videocall al Mise, Burelli: “Scorporo da Tk ad ottobre, tempi lunghi per la vendita”

Redazione economia
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Un reparto di Ast
Un reparto di Ast

TERNI – Il tavolo in videoconferenza sul futuro dell’Ast organizzato dal Ministero dello sviluppo economico è servito sostanzialmente a mettere in chiaro una situazione già nota: le trattative per la vendita dell’asset sono in stato avanzato, ma i tempi saranno comunque non brevi. L’amministratore delegato di Ast Burelli ha spiegato che lo scorporo dell’azienda dal core business di Tk avverà ad ottobre, forse anche dopo, mentre per chiudere l’operazione ci vorrà forse un anno. La procedura sarà quella ordinaria, quindi servirà la nomina di un advisor e le manifestazioni di interesse che arriveranno saranno per il momento non vincolanti.

Assente il ministro Stefano Patuanelli, c’erano invece il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial e le sottosegretarie Alessandra Todde e Alessia Morani, oltre alle istituzioni locali – presidente della Regione Tesei e sindaco Latini – e ai sindacati metalmeccanici territoriali e nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb.

Offerte. Burelli ha ribaduto che non sono ancora arrivate offerte formali: “Per Arvedi e Marcegaglia, una verticalizzazione a monte sarebbe utile ma non saranno gli unici interessati. I tempi per un’operazione di vendita o partnership saranno lunghi. Non è stato ancora nominato un advisor finanziario, e poi ci sarà la call per manifestazione di interesse, due diligence, offerta non vincolante e così via. Sarò io stesso a gestire la cessione e nel frattempo non mancheranno le risorse per il sostentamento del sito nei prossimi mesi. A settembre verrà completato il piano di investimenti dell’accordo del giugno scorso e il 1° ottobre la multinazionale tedesca collocherà Ast in una business unit Multi-tracks”.

Nessuna crisi. Burelli ha ribadito comunque che l’azienda non è in crisi e che a livello di investimenti Ast vanta un +3,5 milioni ed è in linea col miglioramento della capacità produttiva del laminatoio a freddo. Il progetto scorie prosegue seppur con un lieve ritardo per effetto del lockdown ma le previsioni dei volumi, con una previsione di -35% di fuso rispetto al previsto milione di tonnellate dell’accordo, anche a fronte di un lavoro alla metà della capacità produttiva.

La situazione più grave è quella del tubificio, un tempo fiore all’occhiello dell’azienda e che oggi, anche a fronte del calo dei settori di riferimento, gfa segnare un calo dell’80% delle spedizioni di prodotto finito. In calo anche l’acciaio bianco, quello riservato agli elettrodomestici, si parla del 30% almeno. Burelli ha confermato che Terninox e commerciale Essen rientreranno nell’operazione di ricerca di azionista di maggioranza o del nuovo proprietario.

Bocciata da Burelli l’idea di una partecipazione statale: “Siamo un’azienda privata è la formalità della cogestione non è auspicabile, ma non mettiamo limiti alla provvidenza. Qualora lo Stato e la Regione vogliano supportare la nostra strategia d’investimento siamo più che contenti, diamo la nostra disponibilità a partecipare ad un tavolo di settore al Mise, qualora riuscissimo a creare le condizioni chiare per le risorse europee ne saremmo più che contenti”

Sindacati. In allerta, ovviamente le forze sindacali. La Uim, attraverso  Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm per il settore siderurgico, e Simone Lucchetti, segretario provinciale segnalano che “Tempi troppo lunghi della fase di transizione unita all’assenza di certezze sull’assetto azionario futuro, senza assicurazioni sui necessari investimenti nel breve e medio periodo, può mettere a rischio il valore del sito ternano. Il tempo non è una variabile ininfluente. Riteniamo positivo l’annunciato interesse per Ast Terni di alcune imprese siderurgiche nazionali, ma saremmo interessati a conoscere e confrontarci su piani di sviluppo industriale ed occupazionale di questi soggetti. Crediamo che l’apertura di una discussione preliminare su progetti di prospettiva dell’acciaieria ternana possa stimolare l’attenzione e la valorizzazione del sito stesso che ha tutte le potenzialità per continuare a produrre ricchezza soprattutto per il territorio interessato. Il Governo ha riconfermato la strategicità del sito di Terni, ha raccolto le nostre preoccupazioni e le nostre sollecitazioni impegnandosi a riconvocare le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali alla luce dei futuri sviluppi della vertenza”.

Chiarimenti Il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò e quello territoriale umbro e ternano, Simone Liti, dicono invece: “Abbiamo chiesto chiarimenti su come potrebbe influire la collocazione nella divisione ‘material’ (fino al 1° ottobre) dell’acciaieria ternana a fronte di una gestione tedesca, che poco interesse potrebbe porre su un sito oramai in cessione e nel transito dal 1° ottobre a nuova società. È importante chiarire – aggiungono D’Alò e Liti – se i centri servizio ed il commerciale seguono gli asset o resta solo un bacino vuoto senza prospettive. Su questo l’ad Burelli conferma lo spostamento di tutti gli asset tra cui commerciale e servizi. Attualmente gli impianti sono fermi, non solo per quel che concerne il Covid-19, e chiediamo quindi garanzie su questa vicenda che non impatti sull’occupazione non solo per gli ammortizzatori sociali che si prospettano all’orizzonte ma anche per i 150 contratti dei lavoratori interinali. Per noi il sito deve essere mantenuto integrato così com’è, che ci sia una vendita o una partnership, ovviamente insieme al mantenimento delle produzioni e dei livelli occupazionali e salariali. Abbiamo chiesto al Governo di far luce anche sulle voci riguardanti eventuali interessi mostrati da potenziali acquirenti e che se un percorso va affrontato tra scouting e ricerca di investitori, vada fatto nel più breve tempo possibile ed interessando le organizzazioni sindacali non solo nella fase finale del processo”.

Spezzatino Così invece Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia “La scelta di ThyssenKrupp di considerare non più strategica la produzione dell’acciaio mette in discussione non solo le prospettive di Acciai Speciali Terni, ma si configura come una decisione in netta discontinuità con la storia della multinazionale. Siamo infatti di fronte ad una scelta che smonta l’idea stessa di grande gruppo siderurgico, e che avviene dopo la mancata fusione con Tata Steel nel 2017 e dopo la vendita della divisione Elevator per 17 miliardi di euro nel 2019. Non ci sono per noi pregiudiziali, la differenza la farà il piano industriale, la solidità produttiva e commerciale, gli impegni ed i vincoli sul versante occupazionale e della sostenibilità ambientale e la capacità di stare su un mercato sempre più globale.In questo senso per noi non è praticabile una qualsiasi ipotesi che invece di puntare sull’integrità del sito e su una valorizzazione strategica delle sue produzioni, ricerchi una modalità di cessione separata degli asset, configurando una sorta di ‘spezzatino”.

La Usb rilancia sulla nazionalizzazione definita ‘unica via’ per il futuro, mentre per la Fismic Confsal parla Gioacchino Olimpieri, il segretario provinciale e membro della segreteria nazionale: “La nostra principale richiesta è quella della salvaguardia occupazionale e salariale sia dei lavoratori diretti che indiretti e l’integrità di Ast. Il governo ha dato ancora conferma della strategicità del sito di Terni e deve essere riconosciuta la strategicità all’interno di un piano nazionale per la siderurgia. Sarà fondamentale l’individuazione di un player europeo o mondiale che abbia la capacitá di far competere Ast nel mercato globale, inoltre Ast dovrà avere anche una sua autonomia durante questo processo. Fondamentale  sarà anche la più esauriente e chiara trasparenza durante il periodo di transizione. Il Governo ha raccolto le nostre istanze e si è impegnato alla convocazione di un altro incontro alla luce dei percorsi in itinere”.

Latini. Con una nota è intervenuto il sindaco Leonardo Latini: “Siamo in una fase epocale, non solo per Terni ma per la stessa ThyssenKrupp – dice il primo cittadino – ed è ora quanto mai importante condividere gli obiettivi e stare tutti dalla stessa parte nell’interesse del sito, dell’economia locale ma anche di quella nazionale. È dunque fondamentale che sia riconosciuta la strategicità del nostro sito all’interno di un piano nazionale per la siderurgia che deve prendere quanto prima forma nella consapevolezza dell’importanza di questo settore, in particolare in riferimento agli acciai speciali. È altrettanto importante spingere per tutti gli interventi che possano contribuire a sostenere le nostre industrie, specie quelle energivore come Ast. In Italia, come ricordava l’ad Burelli, a differenza della Germania non c’è la cogestione, purtroppo aggiungerei, nonostante sia prevista in Costituzione ma mai attuata. Tuttavia in questi mesi che ci separano dalla decisione finale, mi auguro che ci sia coesione e partecipazione nella massima trasparenza in tutti i complessi passaggi che porteranno all’esito di questo nuovo capitolo della lunghissima storia delle acciaierie ternane che meritano la massima considerazione e il massimo rispetto”

Tesei.  “Manterremo massima attenzione al percorso che la multinazionale tedesca Thyssen Krupp sta intraprendendo per quel che riguarda il futuro dell’Ast di Terni. Una realtà fondamentale per la nostra regione e per tutto il Paese”: lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ha partecipato, insieme all’assessore Michele Fioroni, all’incontro organizzato dal ministero dello Sviluppo Economico. “Da parte nostra – ha aggiunto – abbiamo già confermato l’impegno economico preso in passato dalla stessa Regione. Ora è necessario vigilare sulle prossime scelte della proprietà che ha espresso l’intenzione di cedere o comunque di trovare un nuovo partner per il sito ternano”.
“Riteniamo fondamentale – ha sottolineato Tesei – che l’Ast sia considerata come sito industriale strategico nazionale.
Insieme al Governo siamo pronti, come detto, a vigilare ed a partecipare attivamente al processo che porterà alla cessione dell’azienda o comunque all’arrivo di un nuovo socio”.

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