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Ast, timori e preoccupazioni per la sorte della fabbrica: tutti i sindacati chiedono un incontro alla presidente della Regione

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Ast, timori e preoccupazioni per la sorte della fabbrica: tutti i sindacati chiedono un incontro alla presidente della Regione

Andrea Giuli
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Ingresso AST e bandiere

TERNI – Tutti a Perugia. O magari nella sede ternana della Regione.

Incontro e timori Sta di fatto che le organizzazioni sindacali dei metalmeccanico ternani, Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic e Ugl, a questo punto vogliono a tutti i costi incontrare la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini. Chissà, forse è vicino il momento, magari dopo le ferie estive, di una qualche svolta per lo stabilimento di viale Brin. Magari quella cessione di cui si vocifera ormai da tempo, che sia alla anglo-indiana Tata o ad altri. Magari un temuto, ulteriore ridimensionamento.

La richiesta sindacale I segretari sindacali hanno infatti inviato una richiesta ufficiale di incontro alla presidente della Regione per “fare il punto della situazione in merito alle vicende inerenti il sito produttivo Acciai Speciali Terni. Le organizzazioni sindacali – si legge nella richiesta di incontro – ritengono utile e indispensabile approfondire le tematiche in essere sia rispetto ai contenuti dell’accordo siglato il 3 dicembre 2014, sia rispetto all’attualità, alle prospettive e agli impegni futuri. Con l’incontro vorremmo condividere alcune preoccupazioni con la presidente Marini e coordinare al meglio l’azione sindacale con quella istituzionale, al fine di consolidare risultati, risolvere criticità e sviluppare le produzioni ternane”.

Sicurezza Ancora i segretari territoriali delle cinque sigle sindacali di categoria hanno diffuso una nota successiva, subtempi più specifici riguardanti l l’acciaieria, ma non meno urgenti:

“I recenti e frequenti infortuni, anche se di lieve entità, che stanno avvenendo all’interno del Sito ThyssenKrupp-Acciai Speciali Terni, ripropongono con forza il tema della Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tema di fondamentale importanza per le organizzazioni sindacali sul quale, da sempre, le stesse hanno profuso massimo impegno, attenzione e collaborazione al fine di tutelare l’insieme dei lavoratori diretti ed indiretti.

Registriamo oggi, a nostro avviso, un approccio superficiale su questi temi che, a differenza del passato, non vede un sistema di relazioni costruttivo e partecipativo al fine di mettere in campo azioni condivise per evitare il persistere di situazioni di rischio che stanno generando incidenti ed infortuni.

Il cambiamento nelle modalità di approccio al lavoro, i ritmi, i turni e la richiesta sempre più pressante di efficienza richiedono necessariamente anche un nuovo approccio sui temi della sicurezza, per accompagnare il suddetto cambiamento con pratiche lavorative efficaci a tutela delle maestranze.

E’ piena testimonianza di quanto sopra detto il mancato rinnovo, ad oggi, del “Protocollo sulla Sicurezza” siglato all’interno del Sito ThyssenKrupp-Acciai Speciali Terni nel febbraio 2008, con miglioramenti nei rinnovi successivi. Un accordo che ha rappresentato un’esperienza avanzata di relazioni sindacali sui temi della sicurezza, tra le migliori nel panorama nazionale.

E’ paradossale che siano passati tre mesi dall’ultimo incontro in prefettura e, ad oggi, non si siano più svolti incontri con l’obiettivo di aggiornare e migliorare il Protocollo, attualizzandolo rispetto alle esigenze e alle criticità presenti oggi nel sito AST.

Questo è ancora più incomprensibile a fronte di una proposta da parte delle organizzazioni sindacali, esplicitata in prefettura, a procedere alla riscrittura di un nuovo accordo, che oltre a confermare quanto fatto, affronti anche i temi della salute e dell’ambiente, con l’obiettivo di qualificare, con il nuovo protocollo SAS (Salute Ambiente Sicurezza), le azioni da mettere in campo nel sito, sia per i Lavoratori ma anche per l’interesse generale cittadino.

Auspichiamo che i diversi attori, protagonisti del vecchio Protocollo sulla Sicurezza, condividano con noi la necessità di lavorare per un nuovo Protocollo. Speriamo che accanto ai tanti annunci e ai tanti buoni propositi si trovi anche lo spazio per un confronto serio su questi temi, che individui impegni reciproci precisi e dia concretezza ad una azione coordinata di tutti i soggetti protagonisti”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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