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Ast, tempi dilatati per il nuovo impianto scorie: attese, dubbi e timori

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Ast, tempi dilatati per il nuovo impianto scorie: attese, dubbi e timori

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Se ne parla da un paio d’anni, o giù di lì. Fu uno dei lasciti, magnifici e progressivi, della controversa gestione Morselli.

Fase finale, attesa per l’esito della gara Ma, il progetto innovativo riguardante lo smaltimento e il riuso delle centinaia di migliaia di tonnellate di scorie di lavorazione dell’Ast (tra le 250 e le 300 mila tonnellate annue), è ancora fermo in fase di gara. O meglio, alla fase finale di una gara internazionale che vede ormai solo due soggetti imprenditoriali in lizza per la progettazione e realizzazione di un impianto di alta tecnologia. Il punto è che – per carità, a questi livelli non sono schiocchi di dita e le vicende sono complesse – questa gara e la sua fase di definizione dura già da un bel po’ di tempo – forse troppo – tra annunci del “ci siamo” e rinvii.

Tullio Camiglieri

Tullio Camiglieri

Tempi lunghi L’ultimo campanello d’allarme – o almeno così percepito, nonostante le buone intenzioni dei protagonisti – è suonato proprio nelle ore scorse in occasione dell’interessante “Ecoforum” sulle questioni ambientali, organizzato a Terni da Legambiente, alla presenza di vari attori istituzionali, tecnici e imprenditoriali. Da quanto è dato capire, la mosca al naso è saltata dopo l’intervento del capo delle Relazioni esterne di Ast, Tullio Camiglieri, il quale, riepilogando lo stato dell’arte e gli auspici sulla questione scorie, avrebbe ribadito che la gara è ormai in fase di aggiudicazione e che ci vorranno ancora alcune settimane. Ma che, poi, per l’attuazione concreta e operativa dell’impianto di trattamento occorreranno almeno 18 mesi. Un dato temporale che, anche volendo prendere alla lettera – anzi al numero, ovvero fine 2019 se tutto andrà bene – ha creato più di qualche perplessità nella platea, considerando la delicatezza e l’urgenza ambientale del problema e la quasi saturazione della discarica che attualmente ospita le scorie stesse.

Incertezze normative e tonnellaggi Non solo. Nel suo intervento, Camiglieri avrebbe anche spiegato che, nel frattempo, sarà necessario monitorare attentamente la possibile evoluzione della già complicata e volubile normative che regola il settore, per non trovarsi, in buona sostanza, con un impianto in qualche modo già superato o inadeguato rispetto alle norme in materia. Insomma, una considerazione che è sembrata sufficientemente sibillina e tutta da interpretare. Per non parlare della questione, non secondaria, degli effettivi tonnellaggi che il futuro impianto potrà trattare, tema che, tra le righe, qualcuno in sala (per far dormire tranquilli tutti, il consigliere regionale di FI, Nevi, assai perplesso sulla faccenda) pare aver colto, come non ben definito, nelle parole di Camiglieri medesimo.

Il senatore umbro del Pd, Gianluca Rossi

Il senatore umbro del Pd, Gianluca Rossi

Rossi Eccessivi timori? Si vedrà. Comunque, la vicenda non è sfuggita all’attentissimo senatore ternano del Pd, Gianluca Rossi, il quale ha tempestivamente messo le mani avanti e ha chiesto lumi in proposito all’azienda di viale Brin: “Le dichiarazioni attribuite ad Ast sul possibile rinvio al 2020 dell’avvio del progetto di smaltimento di una parte delle scorie delle acciaierie di Terni, senza conferimento in discarica e secondo il brevetto che ne prevede il riuso, destano preoccupazione. Nessuno infatti può sottovalutare gli effetti che una simile prospettiva determinerebbe sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista industriale, essendo quella data la stessa che a suo tempo fissò il Ceo di Thyssen Krupp Heisinger per la vendita di Ast da parte della multinazionale tedesca. Per queste ragioni, sollecito anch’io l’azienda e la commissione da essa costituita per le procedure di selezione del soggetto a cui affidare lo smaltimento delle scorie, perché facciano chiarezza su tempi e modalità di realizzazione del progetto. Si è perso, infatti, fin troppo tempo che rischia di incidere anche sul destino di una eventuale vendita dello stabilimento, tenuto conto degli effetti ambientali sulla conca ternana del continuare a conferire in discarica la totalità delle scorie prodotte, i limiti autorizzativi e l’autonomia della stessa discarica. Sollecito, dunque, anche il Governo nazionale a tenere insieme, nell’incontro che è stato richiesto dalla Regione Umbria, tutti questi aspetti decisivi per il futuro delle acciaierie di Terni e della qualità ambientale dell’area ternana.”

 

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