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Ast, summit al Mise nella bufera: a rischio la presenza dei manager tedeschi

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Ast, summit al Mise nella bufera: a rischio la presenza dei manager tedeschi

Andrea Giuli
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L'ingresso della fabbrica

TERNI – L’incontro previsto per giovedì mattina alle 10, presso il palazzo del Mise, in via Molise a Roma, per un aggiornamento della situazione e delle prospettive di Ast, sembra proprio essere nato sotto una cattiva stella.

Equivoci, oscuri segnali Prima, irritualmente annunciato (con la data del 14 dicembre) dal presidente del Pd, Orfini, durante un incontro riservato nella sede ternana del partito, in via Mazzini, quindi messo di fatto in dubbio dallo stesso sindaco Di Girolamo nel corso di un successivo consiglio comunale (il primo cittadino disse di non avere alcuna data ufficiale sul tavolo). E poi le voci su un summit di fatto off limits per le rappresentanze sindacali dei metalmeccanici locali (anche se, per la verità, non sarebbe la prima volta, ma poi sono sempre e giustamente entrati per partecipare ai tavoli). Per la prima volta, peraltro, accanto a Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, siederá anche le delegazione dell’Usb.

I tedeschi assenti? In queste ore – per non farsi mancare nulla – sembra proprio che i tanto invocati rappresentanti tedeschi della multinazionale Thyssenkrupp, non si presenteranno alla riunione di giovedí al Ministero (ammesso che la loro presenza sia mai stata effettivamente prevista, al di là degli auspici), ma ci sarà il solo ad di Ast, Burelli. E lo scenario avrebbe fatto saltare la mosca al naso ai piani alti della Regione. E non solo. Ricordiamo, infatti, che l’incontro è stato convocato per cercare di fare la massima chiarezza possibile non solo sul bilancio aziendale, ma, soprattutto, sulla vendita dell’acciaieria ternana, sempre più plausibile dopo le ultime uscite ufficiali del numero uno di Tk, Hiesinger.

Nevi “spara” I piedi nel piatto li mette il capogruppo in Regione di FI, Nevi: “La Regione non si faccia prendere ancora per il naso dai vertici della Thyssen. Vertici che, a quanto pare, hanno delegato ancora la dirigenza locale a partecipare al tavolo di giovedì al Ministero. Una decisione che non serve a conoscere la reale volontà della multinazionale. Il Governo deve chiedere e ottenere un incontro con i i massimi esponenti della ThyssenKrupp per capire, una volta per tutte, tempi e modi dell’annunciata vendita dello stabilimento ternano. Il resto sono solo chiacchiere che non servono a nulla, se non a rinviare ancora una stabilizzazione definitiva della situazione e delle scelte rispetto al futuro sviluppo degli impianti”.

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