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Ast, sulle ex società controllate il bicchiere è mezzo vuoto

Economia ed Imprese Terni Extra

Ast, sulle ex società controllate il bicchiere è mezzo vuoto

Andrea Giuli
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L'ingresso della fabbrica

TERNI – Confronto, giovedì, tra i sindacati dei metalmeccanici e l’ad di Ast, Burelli, sulla situazione occupazionale, produttiva e strategica delle ex società controllate, dopo che le le parti si erano già viste per discutere, in altri incontri settoriali, delle questioni del Commerciale, investimenti, ricerca e sviluppo.

Tubificio Relativamente al Tubificio, si legge in una nota sindacale unitaria, “è emerso un quadro dove si conferma l’andamento positivo dal punto di visto produttivo, occupazionale e degli ordinativi. L’obiettivo da perseguire entro il 2019 è quello di produrre 90mila tonnellate, rispetto alle attuali 65mila. Se da una parte si sta rafforzando la forza lavoro per il raggiungimento degli obiettivi suddetti, dall’altra, per uniformare sistemi e modalità operative commerciali, l’azienda procederà in questi giorni a completare il trasferimento dell’Ufficio commerciale in Ast, presso viale Brin, mantenendone la sua autonomia e specificità”.

SdF Per quanto riguarda la Società delle Fucine “sono confermate le buone intenzioni che dovrebbero portare all’acquisizione di nuovi ordini e clienti, soprattutto nel settore dei cilindri e dell’industria, con proiezioni nei prossimi due anni di ulteriore crescita. Permane critica, a livello globale, la questione relativa ai prodotti dell’energia. Per perseguire e consolidare questo obiettivo, rendendo maggiormente competitivi i fucinati, sono in essere investimenti sia sugli impianti, sulle attrezzature che nella ricerca, lasciando presagire l’intenzione del mantenimento e rafforzamento del business nelle sue diverse collocazioni”.

Aspasiel Secondo i sindacati è “contradditoria la questione di Aspasiel, perché è stata resa esplicita la strategia aziendale che mira esclusivamente a garantire i servizi informatici interni, rinunciando progressivamente ai clienti esterni. Tale scelta motivata, a detta dal management, da una non soddisfacente redditività nell’acquisizione dei contratti, va in direzione diametralmente opposta con quanto Ast e le istituzioni ci hanno spiegato fino a poco tempo fa. Importanti, per i sistemi informatici interni, gli investimenti in corso con collaborazioni di fornitori esterni su hardware e software che rispondono alle strategia di Industria 4.0. Ribadiamo però che, per le professionalità espresse e le qualità dei servizi informatici, è riduttivo pensare solo al perimetro di viale Brin”.

Titanio Relativamente alle produzioni del Titanio “è stato affermato che non ci sono più da qualche mese gli ordinativi. Quanto detto, conferma quello che più volte i sindacati hanno denunciato negli ultimi due anni. Al netto di possibili e future nuove commesse o collaborazioni, ad oggi gli impianti di Titanio sono in stand by, con il personale ricollocato in altri reparti di Ast. Evidenziamo come la realtà contraddica significativamente sia le dichiarazioni rilasciate dal management passato, sia quanto sostenuto dalle associazioni datoriali, sia quanto previsto dall’accordo del Mise”.

 Approfondimenti necessari I sindacati, concludono, “accanto ad un quadro generale tendenzialmente rassicurante e di cambiamento, come già più volte espresso, evidenziano alcune problematiche che meritano approfondimenti e delucidazioni. Riteniamo pertanto utile e non più rinviabile una discussione su Ast e sulle Società controllate per affrontare i temi dell’organizzazione del lavoro, con particolare attenzione agli organici, ruoli, funzioni”.

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