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Ast, sindacati in sciopero: “Nessuno risposta dall’azienda, temiamo la sorpresa”

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Ast, sindacati in sciopero: “Nessuno risposta dall’azienda, temiamo la sorpresa”

Andrea Giuli
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TERNI – I segretari territoriali dei sindacati metalmeccanici – questo è il succo informale, sotto le righe e al momento inconfessabile – non ci vedono affatto chiaro. Anzi sono stanzialmente convinti che dietro a quello che, secondo loro, si configura come un reiterato silenzio dei vertici aziendali, tanto di Ast che dalla proprietaria ThyssenKrupp, si nasconda un procedimento in corso di vendita della stessa acciaieria di viale Brin e un conseguente suo ridimensionamento.

Criticità La situazione attuale, con annesso paniere pieno di problemi e di criticità, è stata dunque esposta dai segretari sindacali, nel corso di una apposita conferenza stampa tenutasi martedì mattina. Conferenza nella quale si è ufficializzata la decisione di uno sciopero di due ore proclamato per la giornata di giovedì prossimo, con due presidi dei lavoratori.

Fondamentalmente, la situazione attuale viene giudicata non più tollerabile per l’indeterminazione e l’incertezza che la caratterizza, palesando una serie nutrita di questioni irrisolte e tuttora urgenti.

Fismic Per il segretario della Fismic Terni, Gioacchino Olimpieri “questa conferenza stampa è l’epilogo di un percorso e di una situazione che non ci lascia affatto tranquilli. Dove è il progetto di riqualificazione della discarica presentato in pompa magna dalla Morselli? Dove è il progetto per il riciclo delle scorie? Ormai in Ast si fa solo inossidabile, non c’è più Titania, e ancora incerta la situazione di Aspasiel. Vi sono grandi ritardi sotto vari aspetti. La questione delle consulenze esterne è ancora aperta, questi signori fanno il loro lavoro e se ne vanno. La partita delle politiche commerciali ci sembra segnare il passo, con decisioni unilaterali che l’azienda sta prendendo e che sembrano direzionarlo fuori da Terni. Non parliamo di Sdf che mostra scarsi ordini. La vicenda degli appalti ci sembra nebulosa, per non parlare delle terziarizzazioni. Abbiamo a che fare con i n’azienda che va e decide, di fatto, da sola. L’ultimo nostro incontro con l’amministratore delegato di Ast è stato il 4 agosto, non si è mai verificata in fabbrica una distanza di interlocuzione così ampia. Inoltre, c’è il problema dei lavoratori somministrati i cui contratti scadono in gran parte il 28 febbraio, mentre abbiamo organici inadeguati e tante criticità sull’organizzazione del lavoro. Insomma, c’è l’esigenza ormai di avere risposte certe. Su tutto ciò si innesta poi il discorso della vendita del sito sul quale i vertici Ast e Tk dicono e non dicono. Ecco, su tutta questa serie di problemi ci pare di notare in città una tranquillità eccessiva, strana”.

Uilm Dice la sua il segretario Uilm, Nicola Pasini: “Nn vorrei che si desse l’impressione che noi stiamo facendo ciò perché l’azienda non parla con noi. Non è questo il punto centrale. Noi abbiamo la necessità, al punto in cui siamo, di avere delle notizie affidabili, magari prima e non dopo. Abbiamo dati di bilancio sommari e frammentari, non abbiamo ancora preso esatta e ufficiale visione dell’ultimo bilancio, perché la direzione aziendale ci ha solo illustrato alcuni numeri generali, in base ad un solo parametro innovativo usatomin tuttomil Gruppo. La verità è che non sappiamo cosa realmente dica l’ultimo bilancio. Non solo. Se si lasciano scadere i tempi autorizzativi della discarica, entro la fine di quest’anno, senza che sia operativa una soluzione sulle scorie, si rischia la stessa sopravvivenza dell’area a caldo. Dunque, insieme a tanti problemi, ci sarà pure una ragione se chiediamo con urgenza un incontro con l’ad Burelli”.

Fim Il segretario ternano della Fim Cisl, Simone Liti rimanda alla riunione al Mise del 31 ottobre 2017 con l’azienda “al centro della quale c’era la fusione paventata tra Tata e Tk, incassando la disponibilità di Burelli ad approfondire la questione. Cosa, peró, non avvenuta”

Fiom Per il segretario territoriale della Fiom, Claudio Cipolla “la prima questione è quella della vendita, annunciata. Da questa vicenda dipendono ovviamente una serie di cose fondamentali. E, a questo punto, l’azienda ci deve informare, non abbiamo chiara la strategia reale industriale dello stabilimento. Altro punto dirimente è la continua mutevolezza dell’organizzazione del lavoro e non vorremmo che tutti questi cambiamenti un po’ improvvisi e continui fossero propedeutici all’arrivo di nuovi proprietari. In che direzione stiamo andando? Cosa sta succedendo? È bene ormai che si faccia chiarezza. L’utile di bilancio per noi è importante, frutto soprattutto dei sacrifici dei lavoratori, ma la questione non esaurisce di per sè i problemi esistenti”.

Ugl Il segretario della Ugl, Daniele Francescangeli ha voluto puntualizzare che “oggi l’accordo del 2014 è parzialmente disatteso: il recupero delle scorie, gli organici sottostimati, il commerciale che verrà delocalizzato a Milano, la sicurezza. Tutte questioni che non hanno ancora risposta. Inattuate”.

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Andrea Giuli
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