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Ast si ferma fino al 3 aprile, ma la polemica azienda-sindacati va avanti

Economia ed Imprese Terni

Ast si ferma fino al 3 aprile, ma la polemica azienda-sindacati va avanti

Redazione economia
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Ast Terni

TERNI – Si ferma fino al 3 aprile a causa dell’emergenza coronavirus l’attività di Acciai Speciali Terni: è quanto deciso dall’azienda, dopo un lungo confronto con i sindacati, per uniformarsi alle direttive emanate dalla presidenza del consiglio dei ministri.
In base a quanto riferito dall’azienda, proseguiranno per altri quattro giorni, dunque fino alle 6 di sabato, solo le attività del Centro di finitura e del reparto spedizioni.
Contestualmente la società ha comunicato l’avvio della cassa integrazione ordinaria per Covid-19 prevista dai provvedimenti governativi.
“La preoccupante situazione sanitaria generale, che sta mettendo a dura prova l’andamento di tutti i mercati – spiega Ast in una nota -, ha portato l’azienda, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, ad assumere questa decisione”.

Sindacati. In una nota, le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Usb, Ugl Metalmeccanici e Fismic spiegano che  si tratta di “un risultato ottenuto in ottemperanza dell’ultimo decreto e grazie alla mobilitazione che i lavoratori di Ast e delle ditte terze, hanno sostenuto in questi 15 giorni di trattativa, con un’azienda che ha cercato fino all’ultimo minuto di produrre.. Dopo che l’amministratore delegato Massimiliano Burelli ha comunicato la necessità di completare le spedizioni e alcune lavorazioni al Centro di finitura legate al biomedicale, le segreterie territoriali hanno dato la propria disponibilità in tal senso come obbligo morale oltre che di leggema vista anche l’impossibilità di verificare concretamente l’utilizzo dei materiali, hanno chiesto l’avvio di un percorso con le rsu a garanzia delle lavorazioni previste. Non si accetta inveceche il biomedicale venga utilizzato in maniera strumentale per eludere e non rispettare il decreto.L’azienda, infatti, ha interrotto la riunione per motivi di tempo, chiedendo un aggiornamento comunicando però la piena operatività dei lavoratori delle spedizioni e del centro di finitura”.

Le Rsu dunque verificheranno “se già dalle 14, si può ripartire nel rispetto dei codici Ateco, della salute e sicurezza e il rischio connesso al contagio coronavirus. Contrariamente saranno si riservano le azioni del caso per tutelare i lavoratori”.