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Ast, sfiorato drammatico incidente su un carroponte: riunioni in corso, clima di fibrillazione

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Ast, sfiorato drammatico incidente su un carroponte: riunioni in corso, clima di fibrillazione

Andrea Giuli
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TERNI – Sfiorato incidente, domenica nel tardo pomeriggio, all’interno della linea Lac2 del reparto Pix dell’acciaieria Ast di Terni. La stessa linea, praticamente, dove nel luglio scorso si verificò il grave infortunio, poi rivelatosi mortale, ai danni del lavoratore 35enne, Gianluca Menichino, deceduto dopo 6 mesi di agonia.

Sfiorato drammatico incidente Nella sostanza, durante una ordinaria movimentazione di un rotolo d’acciaio (coil) tramite carroponte, lo stesso rotolo è andato ad urtare contro la vicina cabina di controllo, senza frenare adeguatamente durante la manovra. Per fortuna, quest’ultima in quel momento era vuota, visto che il personale stava operando a terra. Potenzialmente, dunque, l’episodio poteva avere esiti ben diversi e drammatico. Per fortuna, così non è stato.

Accertamenti in corso Già da domenica sera, sono in corso tutti gli accertamenti del caso ma, a quanto sembra, è possibile che, in questo caso, il fatto si deva più ad un errore umano che ad un effettivo malfunzionamento del carroponte che pure, nei giorni scorsi, era stato oggetto di una segnalazione e sul quale si era poi intervenuti per superare i problemi. Almeno, così pare. Come detto, comunque, non c’è alcun risultato certo, completo e ufficiale in merito alle verifiche in corso e mercoledì una riunione interna sui temi della sicurezza potrà forse chiarire maggiormente i fatti.

Richieste, riunioni, convocazioni, scioperi Ma, come già scritto nei giorni scorsi, il clima in Ast non è dei migliori in questo momento, quanto a relazioni fra azienda e sindacati. Sul tavolo molti problemi urgenti, ancora irrisolti o quasi. Lunedì mattina, le rsu di stabilimento hanno inviato alla direzione la richiesta di un incontro urgente per quanto riguarda gli organici dei reparti Pix1 e Pix2, con una minaccia di sciopero in mancanza di risposte sollecite e convincenti. In queste stesse ore, invece, sono in riunione i segretari territoriali dei sindacati metalmeccanici per discutere della convocazione ricevuta dall’ad di Ast, Burelli, con data primo marzo, ma ritenuta dai sindacati medesimi una data ritardataria rispetto alle urgenze sollevate. Anche in tal caso, i segretari stanno valutando la possibilità di iniziative di mobilitazione. Infatti, pochi minuti fa, i sindacati hanno convocato una conferenza stampa per martedì mattina. Nella serata di lunedì si apprende che le segreterie dei metalmeccanici hanno proclamato due ore di sciopero in Ast per giovedì.

Usb “La situazione generale in Ast – si legge in una nota dell’Usb in Ast – appare sempre più preoccupante.
Tutte le aree sono carenti di personale ed il ricorso agli straordinari è ormai prassi consolidata. Manca un adeguato riconoscimento professionale per i lavoratori che ricoprono da tempo un ruolo specifico, come pure non si intende ancora procedere alla stabilizzazione dei precari. Le condizioni impiantistiche appaiono sempre più critiche e mettono a repentaglio la sicurezza nei reparti. Sono numerosi infatti gli impianti che richiedono interventi ed il ricorso ad appalti al massimo ribasso ha provocato innumerevoli deficit di organizzazione e gestione delle lavorazioni. Anche le terziarizzazioni in atto in tutto lo stabilimento e che interessano logistica interna e servizi, stanno determinando la progressiva perdita di professionalità ed il peggioramento delle condizioni lavorative e contrattuali. La Usb si oppone a questo stato di cose. Nonostante l’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto integrativo, dove insieme all’azienda si era deciso di affrontare tutte le criticità, la gestione dello stabilimento continua ad avvenire in modo unilaterale e repressivo. Serve una risposta ferma che sappia rilanciare il lavoro della rsu. Tale organismo, insediatosi il 5 gennaio e mai ancora convocato, trova forza se riesce ad esercitare il suo ruolo in maniera autonoma dalle segreterie provinciali delle rispettive strutture. Tale ruolo deve avere come base il rilancio della mobilitazione dei lavoratori che vada nella direzione del contrasto della gestione unilaterale aziendale.
Per questo riteniamo non più rinviabile un percorso di mobilitazione di tutta la rsu, anche per evitare rischiose cessioni di sovranità”.

 

 

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Andrea Giuli
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