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Ast riparte ma solo a metà. Sindacati e partiti perplessi, Latini: “Garantire sicurezza”

Economia ed Imprese Terni

Ast riparte ma solo a metà. Sindacati e partiti perplessi, Latini: “Garantire sicurezza”

Redazione cultura
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L'ingresso di Ast
L'ingresso di Ast

TERNI – L’attività dell’acciaieria di Terni è ripresa lunedì mattina  dopo una settimana di interruzione. Venerdì scorso è stata  comunicata al Prefetto la decisione presa da Ast di tornare a produrre, per alimentare, anche indirettamente, le filiere dei prodotti essenziali e rispondere alle richieste provenienti da clienti di settori strategici globali, testimoniate da lettere provenienti da tutto il mondo. Lunedì mattina alle 6 sono iniziate le attività di rimessa in moto dello stabilimento ed entro mercoledì tutti i reparti torneranno nelle condizioni di produzione standard, anche se programmati all’incirca per il 50% della loro capacità. Si va avanti almeno fino a sabato, con ingressi ed uscite scaglionate, controlli serrati, turni ridotti, con cassa integrazione per il personale non coinvolto.

L’azienda L’azienda, in una nota comunica di aver fornito  i lavoratori “di tutti i dispositivi di protezione individuale specifici e di ogni altra misura utile a prevenire il contagio”,ma la Rsu rispondono che queste sono state consegnate solo due ore dopo e che in alcuni reparti sono stati riscontrati problemi nella misurazione della temperatura. Inoltre, si legge nella nota dell’azienda, “allo scopo di garantire il massimo di trasparenza e condivisione, è stato costituito un “comitato per l’applicazione e la verifica delle regole” di contrasto al corona virus, composto da tecnici e manager di Ast e dai rappresentanti dei lavoratori. Inoltre è presente una task force aziendale, disponibile 24 ore su 24, in caso di necessità di chiarimenti o istruzioni da parte dei lavoratori. Il primo obiettivo di Acciai Speciali Terni resta la tutela della salute dei nostri lavoratori e non esiteremo a fermare di nuovo la produzione se venissero meno le norme di sicurezza.

Sindacati I sindacati però non ci stanno e continuano a contestare in una nota la a loro dire incompleta azione sul fronte della sicurezza ed in una nota ritengono “un pericolo la ripresa dall’attività di Ast, con l’emergenza sanitaria ancora in atto” e chiamano in causa le istituzioni e la comunità scientifica: “Quanto avvenuto – scrivono – crediamo rappresenti una contraddizione rispetto alle raccomandazioni che arrivano, soprattutto in un momento in cui si è sensibilmente attenuato l’andamento dei contagi”.

La politica Fra i vari partiti, i toni sono diversi, ma le posizioni sembrano tutte allineate più o meno sulla perplessità. Il Pd chiede che siano rese note le motivazioni che hanno portato al nullaosta per la riapertura, M5S e LeU chiedono tamponi a tappeto per tutti i lavoratori, mentre Sinistra Civica Verde definisce la decisione del Prefetto “Incomprensibile e fuori contesto”. Dal canto suo, il sindaco Latini che già domenica in una nota aveva messo in guardia sulla situazione, sottolinea di nuovo che la sicurezza deve essere prioritaria e poi spiega che“una eventuale sospensione delle attività di Ast, dopo il Dpcm Conte compete solo ed esclusivamente al Prefetto quale locale rappresentante del Governo”. Poi cerca di spegnere il fuoco: “Invito tutti – sottolinea – alla massima concordia possibile, consapevole della fase difficilissima che stiamo attraversando e del fatto che la tutela delle persone e della loro salute debba sempre essere posta  in primo piano”. “Di fronte alla discutibile scelta di riavviare l’attività del polo siderurgico di Terni dopo la fermata degli scorsi giorni, nell’assordante silenzio della presidente della Regione, riteniamo imprescindibile un intervento rigoroso e diretto a tutela della salute pubblica”, manda a dire, invece, il capogruppo regionale M5s, Thomas De Luca.