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Ast, preoccupano riorganizzazioni e fermate: “Tavolo al Mise chiarisca”

Economia ed Imprese Terni

Ast, preoccupano riorganizzazioni e fermate: “Tavolo al Mise chiarisca”

Redazione
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Lo stabilimento Ast

TERNI – C’è tensione da un lato e preoccupazione dall’altro per il tavolo di domani al Mise sulla questione Ast. Si era già espressa la Uilm, chiedendo chiarezza, oggi tocca a Fiom e Fismic. Sul tavolo la fermata, programmata per il giorno dopo il tavolo al Mise di nuovo le bramme in arrivo dall’Indonesia.

Fismic. La Fismic punta ancora l’ìndice sui cambi di organizzazione nei reparti: “Dodici unità del treno a caldo  lasceranno per trasferirsi al movimento: perchè aumentare gli organici al movimento ferroviario se la produzione diminuisce? In arrivo Bramme o coils non prodotte da noi?” E rilancianciano anche sul tema della qualità e della competitività delle bramme, migliore  a livello di prezzo rispetto a quella prodotta in casa : “Questi aspetti secondo noi – prosegue – rischiano di trasformare il sito in un centro di lavorazione conto terzi, vista anche la necessità di trovare il giusto equilibrio fra la tutela ambientale e l’esigenza di far sopravvivere l’unica fonte di reddito della nostra città”. “Non siamo terroristi mediatici – prosegue la nota – è la mancanza di una strategia scritta e condivisa che ci preoccupa”. E rilanciano sul piatto la questione esuberi, mai chiarita in relazione ad un piano industriale che ha rimesso al centro l’azienda a livello strategico, riducendo però gli ordinativi.

Fiom. Sulle fermate di febbraio torna anche la Fiom: “Sono la testimonianza da un lato dei problemi di ordinativi che ci sono e dall’altro di una volontà precisa di scaricare sui lavoratori questa situazione, facendo ‘pagare’ ai soliti noti le criticità gestionali aziendali.-Oltre alle difficoltà esterne – spiega la Fiom in una nota -, non c’è chiarezza sulla strategia commerciale, sulle prospettive, sul portafoglio ordini dei mesi futuri, sull’utilizzo impianti e sull’organizzazione del lavoro. Ma mix produttivo, manutenzioni, attività lavorative e via dicendo non possono essere un optional per un’azienda complessa come Acciai Speciali Terni.”. Sul contratto integrativo la Fimo sottolinea come “Nonostante l’8 gennaio l’azienda abbia assunto l’impegno di formulare una proposta rapida per il rinnovo, ad oggi non ci sia nemmeno la convocazione, esempio lampante di una strategia tutta tesa a prendere tempo, senza affrontare le questioni e dare risposte precise ai lavoratori. È evidente che tutte queste questioni non aiutano un sistema di relazioni che dovrebbe, in questa fase delicata, essere costruttivo e finalizzato a superare le difficoltà presenti in Ast, attraverso la partecipazione dei lavoratori.Gli annunci e i buoni propositi ormai non tengono più. Serve chiarezza di strategia, e risposte certe e concrete sulle questioni da troppo tempo aperte. Ormai i nodi sono giunti al pettine – concludono – e non possiamo esimerci dall’evidenziare, al netto delle difficoltà oggettive, una gestione delle relazioni e dei rapporti non costruttiva e non utile agli obiettivi che più volte vengono annunciati”.

Latini. “L’incontro sia occasione di chiarezza – ha detto invece il sindaco di Terni Leonardo Latini -. Da parte dell’azienda ci aspettiamo un confronto chiaro e trasparente sulle difficoltà, ma anche sulle possibilità di sviluppo degli impianti ternani. Da parte nostra siamo pronti a svolgere il ruolo che ci compete come ente locale, per contribuire a creare un contesto favorevole affinché il più grande sito industriale ternano, uno dei più importanti siti siderurgici europei a ciclo integrato, continui a produrre e a offrire lavoro, ma che lo faccia coerentemente ad una visione strategica al passo con i tempi e con il rispetto dell’ambiente”.