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Per Ast un piano industriale al ribasso, sindacati delusi: “Non coerente con la ritrovata strategicità”

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Per Ast un piano industriale al ribasso, sindacati delusi: “Non coerente con la ritrovata strategicità”

Redazione economia
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Lo stabilimento Ast

TERNI – La montagna ha partorito un topolino. L’Ast ha presentato oggi il piano aziendale ai sindacati, dopo l’annuncio del rientro fra gli asset strategici e i sindacati sono rimasti molto delusi.

Il piano. L’Ad Burelli ha illustrato le linee guida dei prossimi anni: 940 mila tonnellate di produzione, calo dei volumi freddi in calo di almeno il 10% a causa della concorrenza asiatica in particolare dall’Indonesia dove il laminato a freddo viene venduto a prezzi molto più bassi, personale in discesa a 2.300 lavoratori (ai quali verrà chiesta maggiore flessibilità), investimenti per 40 milioni di euro: obiettivi tutti, o quasi, al ribasso. Insomma, tutt’altro che rose, anche in considerazione del fatto che la prospettiva è bieennale e finalizzata di fatto, ad accompagnare la multinazionale verso l’annunciata divisione in due sezioni, Materials ed Industriale. Sul fronte degli utili, quello 2017-18 dovrebbe prevedere un calo.

Sindacati duri Durissima la presa di posizione dei sindacati: “Su occupazione, volumi produttivi e piano investimenti – scrivono in una nota Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl metalmeccanici, Fismic e Usb – l’ad ha indicato nel prossimo biennio una sostanziale riduzione legata principalmente al contesto difficile di mercato europeo e mondiale. Rispetto alle dichiarazioni aziendali di ritrovata strategicità riteniamo queste linee guida non coerenti all’annuncio fatto. Inoltre non c’è un piano di sviluppo e rilancio delle ex società controllate, ma più in generale manca un progetto preciso sugli aspetti produttivi e di mercato dei prodotti inox”. Secondo i sindacati l’incontro è stato insoddisfacente e interlocutorio e rimandano tutto al nuovo incontro del 30 novembre mentre il 6 dicembre partirà la trattativa sul contratto integrativo.

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