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Ast, Usb critica azienda e sindacati e lancia il programma per la ‘battaglia’ rsu

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Ast, Usb critica azienda e sindacati e lancia il programma per la ‘battaglia’ rsu

Andrea Giuli
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TERNI – L’Unione sindacale di base di Terni, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo delle rsu Ast, si è riunita a convegno per parlare di siderurgia nazionale in crisi, delle sorti claudicanti dell’acciaieria di Terni, presentando anche i propri candidati al “parlamentino” di viale Brin e la relativa piattaforma programmatica.

Il convegno Al convegno, oltre a tanti lavoratori di Ast, sono intervenuti Francesco Rizzo della rsu USB Ilva Taranto, Massimo Lami della rsu USB Piombino, Emanuele Pica dell’Usb Ast Terni, Emanuele Salvati, sempre della rsu di Ast.

Crisi europea La critica dell’Usb parte da lontano, ma è a tutto campo: “A partire dal 2007, la produzione mondiale di acciaio sta subendo il più importante processo di ristrutturazione mai registrato fino ad ora, stravolgendo il comparto siderurgico europeo e italiano, con una perdita stimata nel vecchio continente di 60 mila addetti”.

L’accordo al Mise, le preoccupazioni Quindi, l’analisi sulle situazioni locali e la critica sulle recenti vicende che hanno coinvolto viale Brin: “L’accordo sottoscritto al Mise nel 2014 ha mostrato fin da subito i suoi limiti e pericoli: un riassetto di bilancio, frutto soprattutto della fuoriuscita di più di 400 lavoratori e dei tagli netti al salario, tramite l’annullamento dei premi di produzione e le fasce di merito. Il tutto aggravato dalla completa chiusura del reparto Titania, contravvenendo allo stesso accordo. L’assestamento produttivo su di un milione di tonnellate (di per sé insufficiente) non è stato mai raggiunto, tanto che i dati sulla produzione di fuso si attestano intorno alle 800 mila tonnellate, pari alla capacità produttiva di una linea a caldo. L’intera area a caldo sembra abbandonata a se stessa e le condizioni attuali dello stabilimento fanno pensare ad un disimpegno, in prospettiva, nei confronti del cuore produttivo dell’azienda, mentre le dichiarazioni circa il futuro di Sdf gettano preoccupazioni riguardo la chiusura della produzione dei fucinati”.img_5818

Scorie, appalti Ancora: “Il progetto di recupero delle scorie, che sconta continui rinvii e che costituisce requisito fondamentale per l’adempimento Aia, ancora non è stato portato a compimento, nonostante il lavoro della fantomatica commissione speciale. Le ricadute dell’accordo hanno colpito anche le ditte appaltatrici che sono state lasciate allo sbando e per le quali i tagli hanno coinvolto direttamente i lavoratori, con riduzioni superiori al 30% dello stipendio”.

Attacco all’azienda e agli altri sindacati Per l’Usb “tutto questo ha portato a delle conseguenze visibili e che come sindacato abbiamo sempre sottolineato fin dal nostro insediamento: un controllo totale della fabbrica, nella gestione del lavoro e della forza produttiva, completamente posta nelle mani dell’azienda che sta provocando uno stato di repressione con esasperazione del clima all’interno dei reparti. Si assiste ad una politica di diminuzione dei tempi, che ha agito sulla catena di produzione e che mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori, nonché la salubrità dei reparti e a politiche commerciali che fanno perdere importanti quote di mercato. L’irrisolta obsolescenza dei macchinari, con la quasi mancanza di manutenzioni programmate, creano una condizione di scarsità qualitativa della produzione. I lavoratori si trovano sempre più soli di fronte all’azienda ed il sindacato pare abbia rinunciato al suo ruolo di difesa e di soggetto propulsivo per l’avanzamento della classe. Per tentare di contrastare questa deriva, mettiamo in campo una serie di proposte per il rafforzamento del ruolo della rsu”.img_5820

Il programma Ecco, dunque, la piattaforma programmatica dell’Usb per il rinnovo delle rsu di Ast: “Salvaguardia del ciclo continuo, dalla fusione ai reparti di verticalizzazione del sito, attraverso il rafforzamento della intera parte a caldo, investimenti finalizzati all’ammodernamento impiantistico. Chiediamo, dunque, l’immediata realizzazione dell’impianto trattamento scorie e l’implementazione della produzione di freddo con un nuovo laminatoi, poiché l’installazione della linea 6 non è sufficiente.
Nuovo contratto di secondo livello: per il secondo anno consecutivo il bilancio chiude in positivo ed è ora quindi di ridiscutere di una nuova piattaforma integrativa che parta dalla ridistribuzione dell’utile d’azienda per tutti i lavoratori, contro le politiche dei premi ad personam. Retribuzione dello straordinario su lavori programmati e non più a recupero.
Rimessa in discussione totale dell’accordo del 2014 per quanto riguarda gli organici tecnologici ridotti ai minimi termini. Le difficoltà dei lavoratori nel fare le ferie sono inaccettabili e tutto si basa sui ritmi incessanti del ciclo produttivo.
Nuova definizione dei ruoli e delle procedure circa l’organizzazione del lavoro, che cancelli il presupposto del Flexible Working.
Rafforzamento e attualizzazione del ruolo degli Rls, in un contesto più ampio della sicurezza lavorativa.
Stabilizzazione dei lavoratori interinali con un massimo di rinnovi per un periodo di 24 mesi.
Rafforzamento del ruolo della Rsu e partecipazione diretta dei lavoratori nelle decisioni della stessa”.

 

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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