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Ast lunedì riprende la produzione, sindacati critici: “Pericoloso”

Economia ed Imprese Terni

Ast lunedì riprende la produzione, sindacati critici: “Pericoloso”

Redazione economia
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Un reparto di Ast
Un reparto di Ast

TERNI – Da una parte i sindacati che reputano la riapertura anche parziale pericolosa per la salute dei lavoratori e dall’altra l’azienda che invece spinge per tornare in qualche modo a una produzione normale. Alla fine, la scelta è stata fatta dal prefetto Emilio Dario Sensi che ha deciso per il  riavvio della produzione, almeno per alcune lavorazioni e in maniera graduale. E così lunedì il 6 aprile a partire dalle ore 6, previa verifica tecnica con le rsu e il direttore dello stabilimento, il sito tornerà in parte in funzione.

Sindacati Ma i sindacati, come detto, sono molto critici. In una nota le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic,Ugl e Usb prendono atto della scelta del prefetto di Terni fatta su richiesta di Acciai Speciali Terni, ma fanno capire la loro contrarietà. “Il prefetto – scrivono – ha avviato una istruttoria con l’ausilio del comando provinciale della guardia di finanza, all’esito del quale ‘non sono emersi elementi ostativi alla prosecuzione’ delle attività produttive. Il solo rispetto dei dpcm e dei protocolli sono elemento fondamentale per garantire la riduzione del rischio di contagio da Covid-19. Restiamo convinti che – continuano -, con l’emergenza sanitaria in atto, la ripresa di Ast può rappresentare ancora un pericolo. Auspichiamo  – concludono – che le istituzioni comunali e regionali si facciano carico di quanto sopra esposto, esercitando il ruolo e la funzione di controllo in questa fase di gestione dell’emergenza sanitaria per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nel loro insieme”.

Il M5S Sul versante politico c’è da registrare la dura presa posizione del M5s ternano: “Riaprire i cancelli della fabbrica significherebbe mettere a stretto contatto tra loro oltre 3.000 persone aumentando esponenzialmente il rischio di contagio che andrebbe a coinvolgere anche le relative famiglie. Ci sorprende – dichiarano il consigliere di Palazzo Cesaroni Thomas De Luca e i suoi colleghi di Palazzo Spada, Fiorelli, Pasculli, Simonetti, Pococacio e Tobia – che la Governatrice Tesei non abbia espresso alcuna opinione a riguardo vista la portata della questione, nelle prossime ore chiederemo formalmente se ci siano state corrispondenze con la Prefettura, con le altre istituzioni o con la stessa azienda. Spero che lei e lo stesso Sindaco di Terni Leonardo Latini, facciano tutto ciò che è in loro potere per tutelare la salute non solo dei lavoratori e delle loro famiglie ma dei cittadini ternani e umbri, prendendo posizioni chiare e trasparenti rispetto alla riapertura dello stabilimento. Oggi per l’ennesima volta nella storia di Terni ciò che si deciderà per le acciaierie, avrà un peso per tutta la nostra comunità anche in termini di salute”.

Nevi  Interviene anche il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi. “Ricominciare a produrre comporta sicuramente dei rischi e quindi auspico la massima responsabilità da parte di tutti e il massimo dialogo tra azienda e sindacati. I lavoratori – dichiara – ancora una volta stanno dando prova di grande responsabilità vista la situazione molto delicata in cui si trova azienda in rapporto alla concorrenza mondiale ma nessuno può barattare il lavoro con la salute e quindi occorre fare di tutto per assicurare il massimo della sicurezza sanitaria innanzitutto. Chiaramente dobbiamo fidarci del Prefetto che ha gestito la vicenda direttamente e delle autorità preposte. Da parte nostra come movimento politico di Forza Italia cercheremo, a livello nazionale, di prevedere un premio per quei lavoratori che assicureranno la continuità aziendale e con essa la possibilità per l’Italia di rimanere competitiva con le sue produzioni strategiche. Se ci sarà unità e attenzione tra tutti sarà una grande prova e un grande esempio per tutto il Paese”.
Il Pd E anche i democrat fanno sentire la propria voce. Chiediamo al prefetto di Terni – scrive Fabio Paparelli, consigliere regionale Pd – di rendere note le motivazioni ed il relativo verbale con cui ha deciso la riapertura di un attività ritenuta non essenziale dai decreti del governo, in questo momento emergenziale che può mettere a rischio la tenuta sanitaria della città e della Regione. Al contempo lo stesso prefetto si adoperi, al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, affinché la stessa azienda renda trasparenti le modalità e i dispositivi che verranno messi a disposizione dei lavoratori ai fini della tutela della loro salute e dell’intera città. Le istituzioni preposte controllino, sindaco e assessore regionale al lavoro battano un colpo”.

Senso civico   Questo il pensiero invece del gruppo di Senso Civico. “Sappiamo cosa significhi nel bene e nel male – scrive il consigliere comunale di Terni, Alessandro Gentiletti – il legame della nostra città con l’acciaieria. Un presidio produttivo che va difeso ma senza rischi per la salute dei lavoratori e della città, che ha fatto e sta facendo tanti sacrifici per limitare la diffusione del contagio. Credo che la Regione dovrebbe valutare di mettere subito a disposizione per tutti i lavoratori di AST i tamponi, così come per i sanitari. Sarebbe opportuno, inoltre, conoscere le valutazioni del sindaco, anche alla luce della posizione che assunse qualche tempo fa sulla tutela prioritaria della salute. Condivido le sollecitazioni che provengono dalle forze sociali e dalla città affinché l’amministrazione territoriale si esprima ed eserciti tutte le sue competenze”.

 

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