CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Ast, l’azienda mantiene l’annuncio: mobilità per 40 dipendenti. I sindacati: “Scorrettezza e procedura con falsità”. La Regione in campo

Economia ed Imprese EVIDENZA Terni Extra

Ast, l’azienda mantiene l’annuncio: mobilità per 40 dipendenti. I sindacati: “Scorrettezza e procedura con falsità”. La Regione in campo

Andrea Giuli
Condividi

da sinistra Daniele Francescangeli (Ugl), Giocacchino Olimpieri (Fismic), Claudio Cipolla (Fiom), Simone Liti (Fim), Nicola Pasini (Uilm)

di Andrea Giuli ed Emanuele Lombardini

TERNI – Era nell’aria. Anzi, era già stato annunciato e in qualche modo comunicato in precedenti riunioni. Ma, la conferma dell’annuncio ha subito scatenato un putiferio.

La decisione La direzione aziendale di Ast ha formalmente confermato, durante l’incontro programmato venerdì mattina con i sindacati, la volontà di porre in mobilità volontaria e incentivata un numero, tutto sommato ridotto, di dipendenti rientranti nei livelli impiegatizi.

La nota aziendaleAcciai Speciali Terni – si legge in una nota aziendale – ha comunicato questa mattina alle organizzazioni sindacali, la decisione di volere agevolare un numero massimo di 40 persone, tra impiegati e quadri, che desiderino uscire dall’azienda, ad esempio perché prossimi all’età della pensione. Questa procedura di mobilità prevede l’uscita dei dipendenti di cui l’azienda può privarsi, esclusivamente su base volontaria, favorendo chi valuterà di aderire in virtù delle singole esigenze e delle personali valutazioni. L’avvio della procedura, che era già stato anticipato alle organizzazioni sindacali in occasione di diversi incontri avvenuti nei mesi scorsi, seguirà il percorso di confronto con le organizzazioni stesse, come previsto dalle norme di legge, anche in relazione all’ammontare dell’incentivo economico per le uscite volontarie. L’azienda ribadisce che manterrà fede agli impegni presi nel dicembre 2014 presso il Ministero per lo Sviluppo Economico riguardo alla forza lavoro”.

“Falsità, scorrettezza  e procedura anti sindacale” E’ arrivata ufficialmente da Confindustria la procedura di licenziamento collettivo da parte di Ast per 15 quadri e 25 impiegati. Un concetto quello del licenziamento collettivo sul quale i sindacati (Fim, Fiom, Ulim, Ugl e Fismic) insistono molto e che in una  conferenza stampa congiunta svoltasi presso la Cgil insistono molto: “Dicono che questa volontà ci fosse stata anticipata sei mesi fa con diversi incontri, così c’è scritto nella procedura, ma non è vero: chi hanno incontrato? Non noi, noi lo abbiamo saputo il 18 luglio, quindi ciò che scrivono è falso”. Per questo annunciano che faranno esaminare la procedura ai legali per capire se c’è la possibilità di impugnarla.

I sindacati riassumono l’iter della mattinata: “Abbiamo avuto un primo incontro, con convocazione senza ordine del giorno, dove genericamente si parlava di ‘comunicazioni dell’ingegner Burelli’. Appreso che c’era la volontà di procedere a questi 40 licenziamenti abbiamo provato a proporre di mettere in pratica ciò che avevano proposto e cioè un ricambio, pianificandolo con una serie di incontri e rimandando l’avvio della procedura ad un nuovo tavolo a settembre, dopo la riapertura al termine della fermata estiva. Come siamo usciti da lì, mentre ci accingevamo a cominciare il tavolo per il protocollo sulla sicurezza, apprendiamo del comunicato stampa sui licenziamenti e un’ora dopo è partita la procedura. Questo è sintomo di scarso rispetto e scorrettezza, è completamente contrario all’immagine che l’azienda dà all’esterno. Per questo abbiamo deciso di scrivere direttamente al board di Materials, oltrechè aile segreterie nazionali per chiedere un approfondimento più ampio.”.

Poi l’affondo: “Questa procedura, a ridosso della fermata estiva è una provocazione e secondo noi è propedeutico all’annuncio di qualcos’altro (la cessione a TataSteel? Ndr). Nella procedura si legge che uno dei motivi che hanno portato alla decisione è la riduzione dei costi ‘a seguito della ristrutturazione’. Ma come? Non avevano detto che la ristrutturazione era finita, eravamo nella fase di rilancio e non c’erano esuberi?”

Leggi: Ast Tk: “A Terni nessun esubero di personale, rilancio partito”. Ma i sindacati incalzano: “Silenzio dei tedeschi su Tata”

L’azienda ha dunque tempo ora sino al 31 dicembre per trovare i 40 lavoratori da incentivare all’uscita: “Ma se il loro obiettivo è quello di ridurre il personale, perchè hanno scelto questa strada? Uscita volontaria vuol dire che se non dovessero trovare chi aderisce, non uscirà nessuno. Dunque a cosa è funzionale? E inoltre, se è volontaria, perchè sono esclusi gli operai, per esempio?”.

Relazioni interrotte E, in tempo reale, eccola la reazione unitaria dei sindacati dei metalmeccanici: “In merito alle comunicazioni che sono state fornite in data odierna (4 Agosto 2017), da parte del management aziendale di Acciai Speciali Terni, siamo ad informarVi che abbiamo riscontrato l’ennesimo atteggiamento scorretto ed inappropriato da parte aziendale nell’ambito di un corretto sistema di relazioni sindacali ed industriali.
Riteniamo inaccettabile e non rispettoso come organizzazioni sindacali procedere, nel corso dell’incontro stesso, a comunicati ufficiali inoltrati dall’azienda ai mezzi di informazione interna ed esterna che esplicitano unilateralmente i contenuti e i temi dell’incontro stesso e le decisioni assunte dall’azienda.
Suddetto atteggiamento è ancor più grave in quanto le organizzazioni sindacali avevano avanzato alcune criticità procedurali e di contenuti sulle quali la stessa azienda non aveva formalmente ancora dato risposta.
Per quanto sopra detto Vi informiamo che, a partire da subitoe a fronte di quanto accaduto, riteniamo come organizzazioni sindacali interrotte le relazioni sindacali con l’attuale management di Acciai Speciali Terni.
Inoltre, Vi informiamo che valuteremo, attraverso i nostri uffici legali, la possibilità di intraprendere un percorso a tutela dei lavoratori e a salvaguardia della dignità delle organizzazioni degli stessi, di eventuale denuncia in merito ad atteggiamenti antisindacali da parte aziendale. Abbiamo ritenuto importante e doveroso informarvi dell’accaduto e del percorso che intendiamo intraprendere perché siamo convinti che l’esperienza di cogestione tedesca e di condivisione e partecipazione delle organizzazioni sindacali sui processi aziendali meriti un atteggiamento coerente anche in Acciai Speciali Terni
“.

La Regione La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ed il vice presidente, Fabio Paparelli, con riferimento alle notizie di stampa relative alla apertura della procedura di mobilità per 40 impiegati e quadri della Acciai Speciali Terni Spa esprimono “l’auspicio che l’azienda possa sospendere la  procedura  ai fini di una ancor  più approfondita valutazione del quadro complessivo di tenuta dei livelli occupazionali del sito di Terni e nel contesto delle  relazioni industriali con le organizzazioni sindacali”.  “Si ritiene pertanto necessaria la ripresa del confronto tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali utilizzando, qualora ritenuto opportuno – concludono Marini e Paparelli -, anche il tavolo di monitoraggio previsto dall’accordo del 3 dicembre 2014”.

 

 

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere