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Ast, l’azienda conferma: ristrutturazione finita. Ma sugli impiegati le rsu vanno in tilt

Economia ed Imprese

Ast, l’azienda conferma: ristrutturazione finita. Ma sugli impiegati le rsu vanno in tilt

Andrea Giuli
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L'ingresso di Ast

TERNI – Mentre restano chiusi gli uffici di due figure apicali di Ast che da ieri sarebbero stati allontanati dall’azienda, nella tarda serata di ieri si è concluso un importante incontro tra l’azienda, le rsu di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl e i delegati degli impiegati a proposito dei riconoscimenti professionali verso i livelli impiegatizi. Proprio quei livelli che, nelle ultime ore, erano finiti al centro di voci e ipotesi circa un loro drastico ridimensionamento.

Ebbene, almeno a leggere il comunicato siglato stamane da tutte le sigle partecipanti all’incontro di ieri sera (tranne la Uilm che pure aveva partecipato alla discussione, nonostante i propri distinguo) il barometro non pare volgere a tempesta. Infatti, si legge nella nota sindacale, che “l’azienda, su specifica domanda delle rsu rispetto agli impegni presi al Mise il 5 agosto 2016 dall’ad, ha riconfermato che la ristrutturazione è finita e siamo in una fase di riorganizzazione”. A voler essere per forza maligni si potrebbe leggere una qualche ambiguità anche nel termine “riorganizzazione”. Ma tant’è. Secondo i sindacati firmatari della nota, l’azienda su questo punto è stata chiara. Vedremo.

Quanto al merito della trattativa “l’incontro è poi perseguito con l’illustrazione (mai avvenuta in passato) di tutte le strutture in essere nello stabilimento, con l’impegno di fornire a breve il numero suddiviso per ogni ente degli impiegati presenti nel sito. Questo ha permesso di avere le idee un po’ più chiare. Dopo lunga e approfondita discussione le rsu di Ast hanno ottenuto la disponibilità aziendale a riaprire all’assegnazione delle professionalità impiegatizie secondo criteri da discutere in un apposito incontro già fissato. Come già detto nelle assemblee e scritto nei comunicati, ora si passa al giro conclusivo dopo il lavoro svolto in questi mesi che ha portato ad una definizione di massima delle professionalità da assegnare agli operai e agli impiegati. L’azienda ha ribadito la volontà e la disponibilità a continuare la discussione sui livelli, cercando di trovare gli accordi definitivi. Il primo incontro del giro conclusivo è stato fissato a martedì 27 settembre. Le rsu valutano positivamente questa sintesi perché dà gambe al percorso messo in piedi nei mesi scorsi, in base ad un perimetro concordato”.

Poco fa, però, evidenziando una situazione tra sigle sindacali a dir poco surreale (in realtà spiegabile con i rapporti di forza e di leadership tra le varie organizzazioni) arriva una nota delle sole rsu Fismic che sembra correggere il tiro rispetto al comunicato congiunto di stamane che sembrava di tenore sostanzialmente positivo, in merito al confronto di ieri con l’azienda. Adesso, in questa nuova nota, la posizione della Fismic pare assai più cauta, se non altro nel metodo: “Nell’incontro che si è svolto il 22 settembre sono emersi diversi punti di vista da parte dei presenti. Le rsu Fismic, in un determinato momento dove si evidenziava troppa confusione rispetto a ruoli e autonomie, hanno ritenuto doveroso dare uno stop e fare chiarezza. Doveva essere ben compresa, come sempre è stato e come sempre sarà, che nessuno può strumentalizzare o condizionare l’autonomia delle rsu Fismic che con estrema coerenza e credibilità che hanno sempre dimostrato di saper e poter onorare gli impegni presi. Se tra i nostri vari interlocutori, qualcuno per sua incoerenza e difficoltà pensa di spostare il livello della discussione in questo ambito, con le rsu Fismic ha capito male, sbaglia di grosso e potrà velocemente riscontrarlo. Senza alcuna polemica, in un contesto dinamico come quello dell’Ast, è bene ribadire i pochi punti fermi”.

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Andrea Giuli
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