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Ast, la Fismic lancia l’allarme: “Situazione grave, le istituzioni monitorino”

La Fismic Confsal di Terni ha fatto il punto relativamente all'applicazione del Green pass all'interno di Ast e dopo l'acquisizione da parte di Arvedi

TERNI – La Fismic Confsal di Terni ha fatto il punto relativamente all’applicazione del Green pass all’interno di Ast. Non ci sono stati problemi nella turnazione nè al sito ternano nè nelle altre aziende che hanno sostanzialmente mantenuto i ritmi produttivi, ma la questione del certificato verde ha diviso i lavoratori: ” Riteniamo – scrive la Fismic -che per quanto sia importante garantire e tutelare la salute come la sicurezza dei lavoratori, avendolo dimostrato anche tramite l’iniziativa della convenzione per i nostri iscritti; crediamo altresì tale discussione forviante, rispetto a quanto sta accadendo a fronte dell’impennata dei costi energetici che coinvolgerà famiglie ed aziende”

Costi energetici

“Quanto sta accadendo – scrive la Fismic – a livello mondiale coinvolge anche il nostro territorio, gravemente colpito dalla crisi pandemica. Già molte aziende della provincia hanno avviato procedure di cassa integrazione e contrazione dei turni di lavoro, a seguito della scarsità delle materie prime sul mercato e degli aumenti fuori controllo del gas ed Energia elettrica”

Acciai Speciali Terni

Si è poi parlato della situazione di Ast alla luce dell’acquisizione da parte di Arvedi. Fismic chiede alle istituzioni locali, al governo ed alla politica tutta, di monitorare la fase decisionale della commissione antitrust per evitare spiacevoli sorprese, come già avvenuto in un recente passato. “Dovremmo ora affrontare – scrive il sindacato- nelle prossime settimane alcune tematiche per noi fondamentali: Antitrust, piano industriale, Mantenimento dell’occupazione diretta ed indiretta, integrità del sito”

Tubificio

L’analisi si è spostata sul tubificio ed il relativo indotto. E’ stato evidenziato come entrambi hanno visto ridurre turni di lavoro e l’introduzione della cassa integrazione, a causa della crisi dei microchip ed alle problematiche del mercato dell’auto, con una pesante riduzione salariale per i lavoratori, in un colpevole silenzio. “A seguito di quanto sopra-. concludono-, il gruppo dirigente dopo un’attenta analisi ritiene indispensabile sottolineare, la gravità del momento ed i troppi silenzi assenzi, che stanno portando il nostro territorio verso una crisi irreversibile”.

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