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Ast, interviene il Pd: “Vendita inevitabile, si torni al Ministero”

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Ast, interviene il Pd: “Vendita inevitabile, si torni al Ministero”

Andrea Giuli
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TERNI – La segreteria provinciale del Pd di Terni, dopo le ultime parole pubbliche dell’ad di Ast, Burelli, in occasione delle recentissime celebrazioni pasquali, interviene nel merito delle questioni poste (anche) dallo stesso numero uno dell’acciaieria.

La posizione del Pd provinciale Ecco, dunque, la nota del Pd: “Apprendiamo dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, alcune informazioni importanti che dipingono una situazione sostanzialmente positiva del sito siderurigico, dal riordino dei conti, ai progetti di rinnovamento, fra i quali quello del recupero delle scorie che sarebbe ormai nella fase finale di aggiudicazione e la riqualificazione ambientale della discarica Ast di Valle. Apprendiamo, altresì, che la procedura di vendita non sia stata ancora avviata. Tutto ciò non può che apparire un punto di partenza, per una realtà che, però, a nostro avviso, non sembra altrettanto semplice o scontata per una serie di ragioni: le sorti di Ast, del quale ribadiamo la centralità e la strategicità, non possono essere concepite a breve termine, ma necessitano di un piano industriale di lungo periodo serio ed attento alle tematiche dell’impatto ambientale, della sicurezza dei lavoratori, degli investimenti, dell’innovazione, della redistribuzione degli utili insieme ad accurate politiche di attrazione, che garantisca al sito produttività, volumi, crescita e certezze a cominciare dagli assetti societari, dalle strategie industriali compresi il comparto commerciale, fino agli aspetti occupazionali.
Per tale ragione consideriamo la vendita un passaggio ineludibile per ragionare sul futuro di Ast e non possiamo rimanere totalmente all’oscuro sui destini della proprietà.
Riteniamo quindi fondamentale il lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali, che anche in questi giorni sono impegnate nelle assemblee per ascoltare e dare voce ai lavoratori, coloro che maggiormente hanno contribuito al risanamento dell’azienda, con responsabilità e sacrifici, auspicando anche che il management garantisca relazioni sindacali adeguate e concertative.
A fronte di tutto ciò, intendiamo sollecitare le Istituzioni affinché si facciano promotrici di un percorso che porti la situazione e il futuro di Ast non solo al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, ma anche all’attenzione del futuro Governo, che possa interloquire con la proprietà per l’assunzione di chiari e definitivi impegni sul sito siderurgico ternano e complessivamente sul settore dell’acciaio inossidabile in Italia e in Europa”.

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Andrea Giuli

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